Dadi e Bulloni C'è 1 prodotto.

Mostrando 1 - 1 di 1 articolo
  • Anteprima
    7,00 € Disponibile

    DADO ESAGONALE ZINCATO. A norme UNI 5588, DIN 934, filettatura metrica ISO a passo grosso. Disponibile in blister da 30 pz con diametro esterno M3. Prodotto davvero di qualità, anche grazie al suo strato in zinco, il quale permette al dado di avere maggiore durata. Proteggendo il pezzo da qualsiasi agente esterno come acqua e umidità.

    7,00 €
    Disponibile
Mostrando 1 - 1 di 1 articolo
Dadi e Bulloni

DADO ESAGONALE

Il dado si configura come una delle parti meccaniche che vanno a comporre il bullone. Elemento di giunzione tra vite, uno stelo di forma cilindrica e il dado. Concretamente avviene che le parti si congiungono attraverso la loro foratura, facendo poi attraversare questo foro da entrambi i pezzi, la vite e il dado al lato opposto.

...

DADO ESAGONALE

Il dado si configura come una delle parti meccaniche che vanno a comporre il bullone. Elemento di giunzione tra vite, uno stelo di forma cilindrica e il dado. Concretamente avviene che le parti si congiungono attraverso la loro foratura, facendo poi attraversare questo foro da entrambi i pezzi, la vite e il dado al lato opposto.

 

La vite è solitamente a testa esagonale, cilindrica, quadrata o svasata. Il dado ha forma esagonale con un foro in cui viene ricavata una filettatura che si adatta perfettamente a quella della vite.

L’obbiettivo è quello di creare attrito per evitare lo scorrimento, cioè il movimento, tra le due superfici a contatto.

 

Un dado viene dunque utilizzato per lo più nel settore meccanico, con lo scopo di bloccare una vite filettata. Come già accennato sopra, i dadi sono di generalmente a forma esagonale. Così che l’attrezzo che viene usato per il suo avvitamento riesca ad avere una presa sicura durante il serraggio o in caso di apertura, limitando lo scivolamento.

 

Esistono però in commercio anche dadi con forme diverse da quella esagonale. Ad esempio, dadi di forma quadrata, zigrinati, con alette o per chiavi speciali. Anche questi possiedono una loro classificazione, effettuata in base alla resistenza che essi presentano. In genere compatibili con quelle delle viti, così da non fare confusione e garantire la giusta accoppiata. Infatti il dado appartenente a una determinata classe, avrà la vite corrispettiva con la medesima classificazione. Per fare un esempio, un dado in classe ISO 10 può essere accoppiato con una vite della stessa classe.

 

I dadi possono essere anche di altri materiali, come l’inox, i quali richiedono molta cautela nel serraggio in seguito al ridotto indice di durezza di questo tipo di lega. Infatti, se viene usata una forza eccessiva durante l’avvitamento si può verificare un grippaggio. Cioè quando per l’eccessivo attrito si verifica un mancato bloccaggio tra i due elementi meccanico, in questo caso dado e vite, e il bullone tende a fare gioco.

 

Le dimensioni dei dadi sono indicate o in millimetri oppure in pollici, mentre la filettatura è indicata come sinestrorsa oppure destrorsa. Quelli esagonali possono essere di vario tipo, esagonale normale; basso, alto, normale a intagli, autofrenante, con flangia, esagonale basso, largo ad alta resistenza, cieco a calotta sferica, a corpo cilindrico, autobloccante. Quelli cilindrici, con intaglio, a fori, ad impronta, a maglia, zigrinato, zigrinato alto, blocco ovale, a castello, a graffetta Dado esagonale alto e tanti altri.

 

Avvitare un dado è davvero semplicissimo, basta solamente accoppiarlo con la giusta vite e bullone. Si inizia dalla parte metallica, quando la plastica comincia a impegnare la vite è normale che si senta una certa resistenza durante l’avvitamento, legata all’attrito che impedisce alle parti meccaniche di muoversi, in questo caso bisogna continuare il serraggio fino a quando gli elementi si bloccano.

 

 

DADO AUTOBLOCCANTE

 

Il dado autobloccante zincato o anche conosciuto come dado antisvitamento, è un elemento meccanico che riesce a rendere migliore la divisione della pressione e del carico che inevitabilmente nasce dall’avvitamento di oggetti, non soltanto quello statico ma anche dinamico, garantendo un ottimo serraggio.

Infatti, solitamente si applica un dado filettato autobloccante. Utilizzato tutte le volte che deve è necessario garantita una certa sicurezza nei collegamenti tra le parti. Ci sono situazioni in cui, per le vibrazioni che subisce il dado i pezzi tendono ad allentarsi, fino al totale svitamento delle parti. In questo modo si perde l’attrito sulle filettature e dunque il loro bloccaggio. In particolare sulle superfici dove appoggiano il dado e la vite. Per questo motivo viene optato per l’impiego di un dado filettato autobloccante. Il quale consente di eliminare la possibilità che avvenga questo inconveniente, consentendo un fissaggio perfetto. Solitamente usato in quelle situazioni che richiedono un ottimo bloccaggio, nel rispetto delle norme ISO 2320. Ad esempio per alcuni componenti di automobili, o collettori di scarico, turbossoffianti.

 

Il dado autobloccante si compone solitamente di un anello che ha un ruolo di bloccaggio della parte interna impedendo così lo svitamento legato proprio alle vibrazioni. Quindi il dado autobloccante diventa di fondamentale importanza per i serraggi dove è vitale che non si verifichi un allentamento degli elementi meccanici. Per agevolare questa operazione, si può utilizzare o una chiave a forchetta oppure una combinata e a bussola, ma se si dispone di una standard è comunque sufficiente.

 

I dadi autobloccanti hanno l’importante proprietà che possono essere utilizzati anche a temperature molto elevate, in quanto riescono a sfruttare l'elasticità del metallo, in genere acciaio ad altissima resistenza.

 

Essi possiedono un prolungamento conico nella parte superiore del dado di forma esagonale di base, dove sono effettuati sei intagli radiali. I denti che si vengono a formare da questi intagli sono piegati verso la parte interna, così che il diametro della filettatura vada riducendosi verso l'esterno. In concreto la vite tende a spingere i denti verso l’esterno e si viene a creare una pressione sul filetto che poi ne ostacola la rotazione.

 

DADO ESAGONALE ZINCATO

Il dado è un elemento meccanico che consente, se accoppiato a una vita, di mantenere degli oggetti uniti attraverso un foro. Grazie all’attrito che evita lo scorrimento tra le superfici a contatto. Come abbiamo già visto esistono varie genere, dadi esagonali oppure lisci. In commercio ci sono dei dadi di tipo esagonale che possiedono un elemento aggiunto, la zincatura.

 

Si tratta di un rivestimento in zinco, che di solito viene effettuato su parti metalliche o d’acciaio. Lo scopo è quello di conferire maggiore resistenza all’oggetto e proteggerlo da fenomeni corrosivi, infatti crea uno strato protettivo che impedisce al dado di deteriorarsi facilmente.

 

Quando si svolge un lavoro che richiede di fissare delle parti metalliche è necessario equipaggiarsi bene ed eseguire tutti i passaggi. Oltre a dadi e vitihttp://www.bricolagepertutti.it/istruzioni-passo-per-passo/50/Inserire-viti-nel-metallo, bisogna pensare che il bloccaggio di queste deve essere effettuato in maniera adeguata, così che possa durare nel tempo, garantendo una certa sicurezza. Con un dado zincato non vi dovrete preoccupare di un cedimento repentino, al contrario, maggiore sarà la resistenza e il fissaggio degli oggetti.

 

Per eseguire un corretto bloccaggio dovete possedere ovviamente dadi e viti, che potete ordinare direttamente online oppure prendere presso un qualsiasi ferramenta. Poi servono anche delle chiavi, che dovete scegliere in base alla forma degli elementi che utilizzate per il fissaggio. Delle rondelle, che sono dei dischetti prevalentemente di metallo con una foratura centrale. Il loro obbiettivo è quello di aumentare la pressione a quella della rondella di sicurezza del dado. Essa si colloca nel gambo della vite, va dunque messa fra la testa della vite e l’oggetto da bloccare, tra il dado e l’elemento da serrare. Infine, fermagli a incastro, cacciavite e il trapano.

 

Per effettuare un adeguato bloccaggio potrebbe essere utile l’utilizzo di una coppiglia. Si tratta di un componente meccanico di unione, che non permette al dado di svitarsi. Basta farla passare attraverso il foro della vite o del perno, avvitando il dado ed effettuando un serraggio a fondo.

 

Successivamente per poter bloccare bene il bullone, è necessaria una rondella semicurva, mentre per le viti saranno sufficienti dei fermagli a incastro, solo dopo aver praticato un foro la lamiera. Successivamente potete mettere il pezzo che dovete bloccare, basta inserire la vite e avvitarla semplicemente. La quale farà presa direttamente sul fermaglio.

 

Il consiglio è quello di usare chiavi adeguate e nel caso in cui non avete neanche idea di cosa sia un bullone allora cercate aiuto da qualcuno più esperto, per evitare di fare qualche disastro.

 

 

Dadi esagonali dimensioni.

Come abbiamo accennato, i dadi possiedono una propria classificazione, che viene definita in relazione alla resistenza che essi presentano. Partendo dal presupposto che ogni dado debba avere una vite corrispondente per garantire un fissaggio adeguato. Per questo avviene che il dado che appartiene a una certa classe possiede la vite corrispettiva con la stessa classificazione.

 

I dadi vengono in genere misurati in millimetri oppure con il classico sistema anglosassone cioè in pollici, con filettatura sinistrorsa o destrorsa ed eseguita con passi differenti in relazione all'impiego.

 

Per capire meglio le dimensioni di un dado, basterà analizzarne la dicitura. Solitamente trovate una lettera e un numero. La prima è la M, che sta a indicare il passo metrico, che si riferisce al diametro della filettatura. Infatti, ad esempio M8, sta proprio a indicare il diametro relativo alla filettatura che deve coincidere tra la vite e il dado.

Il termine filettatura è applicato al tipo di costruzione meccanica per l’accoppiamento tra due parti. Oltre che in merito all’operazione che ne consente l’accoppiamento. La struttura finale è definita filettatura, una sorta di solco con un andamento elicoidale, inciso su una superficie di forma conica. Il profilo è triangolare. Nel caso in cui la filettatura sia effettuata sulla parte esterna dell’elemento come il cilindro o un asta, è definita vita. Quando invece, la filettatura è sulla parte, come per esempio foro o cavità, allora si parla di madrevite.

 

Per comprendere cosa si intende per le dimensioni di un dado, possiamo fare un esempio. Intanto la dicitura completa per identificare una filettatura comprende: la norma di riferimento, che viene considerata in quella determinata occasione. Quindi quando trovate ad esempio UNI 5737, sta proprio a indicare la normativa specifica.

 

Successivamente si trova il diametro esterno della filettatura, che viene indicato con la lettera M che sta per metrica ISO e un numero, che ne indica il diametro, che può essere M2.5, M4, M5, M6, M7, M8, M10,M12, M16 e così via. Quindi avremo UNI 5737 M8. A questo si aggiungerà il passo di filettatura, laddove sia un passo fine, e cioè la classe di resistenza. Moltiplicato per un numero *40, che sta ad indicare la lunghezza in millimetri della filettatura. Infine la classe del materiale. Per concludere con l’esempio avremo: UNI 5737 M6 × 0.75 × 40 – 8.8.

 

Le norme in particolare quelle ISO indicano una serie d'importanti indicazioni proponendo una lista di possibili combinazioni in merito alle le dimensioni di diametro nominale, sul passo della filettatura, sul diametro della testa, le tolleranze geometriche proprio per i differenti tipi di lavorazione e tanto altro.

 

Per esempio ISO 261, ISO general purpose metric screw threads, indica uno standard internazionale, una lista di combinazioni che riguardano il diametro nominale e il passo della filettatura. Mentre ISO 262, general purpose metric screw threads. Selected sizes for screws, bolts and nuts, fa riferimento a una lista inerente le dimensioni della filettatura, legate a quelle indicate nell’ISO 261.

 

 

DADO ESAGONALE INOX

 

I dadi in acciaio inox hanno la stessa identica funzione di quelli esagonali normali o zincati. Cioè quella di fungere da parte meccanica completando il bullone. Quel pezzo che ha il compito di unire la vite e il dado.

 

I pezzi si congiungono tramite la foratura così da consentire il passaggio di entrambi gli elementi in questo unico foro, la vite da una parte e il dado al lato opposto. Al fine di creare attrito evitando lo il movimento, tra le due superfici a contatto. Quindi il dado viene utilizzato nel settore meccanico, con lo scopo di bloccare una vite filettata.

 

Rispetto agli altri quelli esagonali inox, sono fatti di acciai inossidabili. Si tratta di leghe di ferro caratterizzate da proprietà meccaniche proprie degli acciai al carbonio. L’acciaio inox conferisce al dado un’importante resistenza soprattutto alla corrosione, in particolare quando l’oggetto è spesso a contatto con aria umida e acqua.

 

La sua resistenza è data dalla presenza di leghe, come ad esempio il cromo, componente in grado di creare uno strato sottile e aderente praticamente invisibile, che riesce a protegge il metallo, o la lega, posto al di sotto, dall’aggressione degli agenti chimici esterni. Questo fenomeno è detto passivazione, che si concretizza per reazione del metallo a contatto con l'ambiente ossidante, come aria e varie altre soluzioni.

 

L’acciaio inox ha anche caratteristiche meccaniche abbastanza elevate, in quanto sottoposto a un trattamento termico, che consente di aumentare le proprietà, come ad esempio il carico di rottura, durezza e snervamento. Anche i dadi esagonali inox sono chiaramente disponibili in vari modelli e misure. Secondo le normative UNI, con un ottimo rapporto qualità/prezzo

Più