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Innestatrici

Una delle cose più importanti da saper fare in agricoltura è l’innesto, che è allo stesso tempo una delle più stimolanti. Un buon innesto come una buona potatura testano in effetti la capacità dell’agricoltore, la sua competenza. Allo stesso tempo fare un innesto,come fare una potatura, mettono in pericolo la pianta e, se non riuscito, portano a...

Una delle cose più importanti da saper fare in agricoltura è l’innesto, che è allo stesso tempo una delle più stimolanti. Un buon innesto come una buona potatura testano in effetti la capacità dell’agricoltore, la sua competenza. Allo stesso tempo fare un innesto,come fare una potatura, mettono in pericolo la pianta e, se non riuscito, portano alla morte dell’albero in poco tempo. Negli alberi da frutto, l’innesto è d’obbligo: essere in grado di effettuare una tale innovazione del dna della pianta a partire da una già esistente, deve poter essere fatto in maniera sicura, altrimenti si rischia il lavoro già fatto in anni passati e si deve ricominciare da capo.
Non occorre avere un frutteto o una tenuta estesa per avere l’esigenza o il desiderio dell’appassionato o dell’agricoltore part-time per decidere di portare avanti un albero da frutto nel proprio giardino o davanti casa. Gli alberi, la natura, i frutti sono il decoro più gradevole di qualsiasi dimora che abbia un pezzetto di terra vicino. La campagna ben coltivata e ben tenuta, d’altro canto, è senz’altro uno dei benefici dell’agricoltura, segno di civiltà e laboriosità oltre che di amore dell’ambiente.
Se avete quindi scoperto di avere un pollice verde e la passione per la coltivazione, avrete sicuramente bisogno una innestatrice 3T, ovvero una innestatrice manuale professionale in grado di effettuare tre tipi di innesto: ad incastro, ad omega, a gemma. Tre tipi di innesto con un solo attrezzo per le diverse esigenze che si incontrano quando si lavora su diversi tipi di pianta. Un innesto per ciascun tipo di pianta, a seconda della reazione della pianta all’innesto che può infatti avere una risposta oppure un’altra, dipende dalle caratteristiche della pianta stessa: se molto linfatica, l’innesto ideale è quello a Omega, mentre per le piante che producono poca linfa, solo in occasione di un taglio, allora possiamo praticare l’innesto a Incastro. “Innestare” significa innanzitutto recidere la pianta e provocarle una ferita potenzialmente mortale: dopo l’innesto ogni operazione necessita di una fasciatura su tutta l’area e dell’uso di un mastice per innesti, si può in alternativa ricorrere alla cera d’api, un cicatrizzante naturale.
La nostra innestatrice 3T è utilizzabile in abbinamento con una innestatrice manuale complementare per effettuare un sovrainnesto “a corona”,  entrambe hanno infatti lame intercambiabili.  L’innesto a gemma, infine, permette di inserire un germoglio o gemma dell’albero su un altro albero, ed è adatto per gli alberi da frutto. Si effettua nei mesi primaverili oppure nei mesi estivi, preferibilmente ad agosto.
Attraverso questo canale internet, un innestatrice manuale vendita, è possibile acquistare la pinza innestatrice manuale e tutti gli accessori utili al suo utilizzo, che permetterà quindi un innesto professionale e dei tagli precisi, e che potrà essere usata su tutti gli alberi da frutto e anche come innestatrice manuale per viti.
L’innestatrice manuale 3t viene infine così chiamata proprio perché riesce ad effettuare tre differenti tipi di taglio sulla pianta e poter essere usata per differenti usi. La cosa importante è comprendere quale delle due piante si vuole che “accolga” l’altra in modo da poter capire la difficoltà dell’impresa ma anche la sua genialità: il primo ramo su cui avverrà l’operazione si chiama “portainnesto”, è la parte femminile, quella che “accoglierà” il nuovo ramo; il secondo ramo è di solito più giovane e si chiama “nesto”, rappresenta la parte maschile o di innovazione della pianta e andrà a incastrarsi perfettamente nel primo ramo. Se l’operazione sarà stata fatta correttamente, si avranno nuovi frutti.
L’innestatrice manuale 3 tagli, per i materiali di cui è fatta, in fibra di vetro, è molto resistente nel tempo. Le parti che si logorano, le lame in acciaio temperato, sono sostituibili e possono essere acquistate separatamente.
Per l’innesto occorre di solito affidarsi a mano esperte, rivolgersi a chi se ne intende: è molto importante capire in che periodo dell’anno farlo e soprattutto, a seconda della pianta e delle sue caratteristiche, scegliere il tipo di taglio da effettuare nella pianta. Da non trascurare anche l’età delle due piante: quella che “accoglie”, di solito è di età maggiore rispetto alla seconda, quella che è il “nesto”, il nuovo elemento da inserire, che è quella più giovane, o comunque di solito è un rametto o un germoglio di un’altra pianta. Da valutare è anche quali piante possono essere innestate tra loro, se e come sia possibile combinarle, apparentarle, unirle.
A questo proposito suggeriamo quindi una mano esperta, che sappia dove operare e in che modo ma soprattutto perché. Ma anche una mano esperta ha bisogno degli attrezzi giusti, in modo che l’innesto possa essere effettuato con precisione chirurgica e le due estremità delle due piante combaciare perfettamente. La pinza innestatrice complementare insieme alla innestatrice manuale professionale 3t rappresentano due validi strumenti di lavoro da tenere sempre a portata di mano, sia che siate provetti agricoltori sia che siate ormai professionisti o esperti, per effettuare innesti rapidi e sicuri. Con l’innestatrice manuale 3T si possono infatti effettuare tre tipi di taglio per innesto: a Omega, a Incastro, a Gemma. Questo grazie a lame intercambiabili in acciaio che sono le stesse per entrambe le innestatrici. Con l’innestatrice manuale 3t è possibile effettuare innesti anche su piante molto giovani, l’importante è che la “marza”, la parte da inserire, quella chiamata maschio, non sia più grande della pianta su cui sarà innestata, che sia almeno di 12 cm di diametro e che contenga almeno 2/3 gemme.
L’innestatrice manuale complementare, da usarsi quindi in abbinamento con quella manuale 3T, permette invece  di effettuare il “sovrainnesto a corona” su piante con diametro fino a 45mm. Con la pinza manuale complementare si effettuerà l’incisione sul ramo della pianta “femmina”, destinata ad accogliere l’innesto, che avrà quindi tre piccoli fori laterali in tre punti, sui quali verranno innestati tre piccoli rami opportunamente trasformati in “nesti”, cioè incisi in maniera tale da incastrarsi perfettamente nel ramo principale. Questa operazione verrà quindi effettuata con l’innestatrice manuale 3t.
L’innesto necessita infine di una cura particolare, una fasciatura effettuata con un nastro apposito e poi un mastice per innesti o, se preferite, della cera d’api, un cicatrizzante naturale. Si tratta sempre di un’operazione chirurgica che può essere fatale per la pianta. Uno dei vantaggi infatti della’innestatrice manuale 3T e della complementare è proprio la precisione, che consente di effettuare l’innesto solo su una parte della pianta e nel caso l’operazione non riesca, solo la parte interessata andrà recisa salvando così il resto dell’albero.Per l’innesto occorre di solito affidarsi a mano esperte, rivolgersi a chi se ne intende: è molto importante capire in che periodo dell’anno farlo e soprattutto, a seconda della pianta e delle sue caratteristiche, scegliere il tipo di taglio da effettuare nella pianta. Da non trascurare anche l’età delle due piante: quella che “accoglie”, di solito è di età maggiore rispetto alla seconda, quella che è il “nesto”, il nuovo elemento da inserire, che è quella più giovane, o comunque di solito è un rametto o un germoglio di un’altra pianta. Da valutare è anche quali piante possono essere innestate tra loro, se e come sia possibile combinarle, apparentarle, unirle.
A questo proposito suggeriamo quindi una mano esperta, che sappia dove operare e in che modo ma soprattutto perché. Ma anche una mano esperta ha bisogno degli attrezzi giusti, in modo che l’innesto possa essere effettuato con precisione chirurgica e le due estremità delle due piante combaciare perfettamente. La pinza innestatrice complementare insieme alla innestatrice manuale professionale 3t rappresentano due validi strumenti di lavoro da tenere sempre a portata di mano, sia che siate provetti agricoltori sia che siate ormai professionisti o esperti, per effettuare innesti rapidi e sicuri. Con l’innestatrice manuale 3T si possono infatti effettuare tre tipi di taglio per innesto: a Omega, a Incastro, a Gemma. Questo grazie a lame intercambiabili in acciaio che sono le stesse per entrambe le innestatrici. Con l’innestatrice manuale 3t è possibile effettuare innesti anche su piante molto giovani, l’importante è che la “marza”, la parte da inserire, quella chiamata maschio, non sia più grande della pianta su cui sarà innestata, che sia almeno di 12 cm di diametro e che contenga almeno 2/3 gemme.
L’innestatrice manuale complementare, da usarsi quindi in abbinamento con quella manuale 3T, permette invece  di effettuare il “sovrainnesto a corona” su piante con diametro fino a 45mm. Con la pinza manuale complementare si effettuerà l’incisione sul ramo della pianta “femmina”, destinata ad accogliere l’innesto, che avrà quindi tre piccoli fori laterali in tre punti, sui quali verranno innestati tre piccoli rami opportunamente trasformati in “nesti”, cioè incisi in maniera tale da incastrarsi perfettamente nel ramo principale. Questa operazione verrà quindi effettuata con l’innestatrice manuale 3t.
L’innesto necessita infine di una cura particolare, una fasciatura effettuata con un nastro apposito e poi un mastice per innesti o, se preferite, della cera d’api, un cicatrizzante naturale. Si tratta sempre di un’operazione chirurgica che può essere fatale per la pianta. Uno dei vantaggi infatti della’innestatrice manuale 3T e della complementare è proprio la precisione, che consente di effettuare l’innesto solo su una parte della pianta e nel caso l’operazione non riesca, solo la parte interessata andrà recisa salvando così il resto dell’albero.

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