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  • Acido cloridrico

    Acido cloridrico a cosa serve

    L’acido cloridrico è una soluzione liquida di tipo acquosa. Si tratta di un reagente molto diffuso a livello industriale, che contiene dei componenti particolarmente corrosivi. Proprio per questo motivi l’acido cloridrico deve essere sempre maneggiato con una certa attenzione, perché la sua dispersione potrebbe davvero risultare fatale. Soprattutto se a contatto con la pelle, occhi e non solo.

    Presenta un odore particolarmente fastidioso, ma all’apparenza può essere confuso come semplice acqua, visto il suo colore trasparente.

    Si caratterizza come acido inorganico usato in tantissimi processi industriali. Come per esempio, nel trattamento di fosfati e minerali, come reagente oppure dei metalli.

    Diffuso anche molto nell’analisi chimica, come reagente, mentre in quella qualitativa da la possibilità di capire se c’è la presenza o meno sostanze come piombo mercurio, oppure argento. L’acido cloridrico, o anche conosciuto come cloruro di sodio, viene usato come additivo alimentare.

    Questa soluzione gassosa, è diffusa in diversi ambiti, come ad esempio per eliminare tracce di cemento oppure di stucco da pavimentazioni, disincrostante per calcestruzzo, ferro, oltre che come disinfettante in genere. Ovviamente su superfici più resistenti agli acidi, in particolare all’interno dei cantieri industriali.

    Conosciuto è particolarmente usato anche per la pulizia e disinfezione di servizi igienici, al fine di togliere qualsiasi tipo di traccia calcarea. Ottimo persino per la pulizia delle pietre.

    Nonostante sia stato stimato che ogni anno vengano prodotti circa venti milioni di tonnellate di questo prodotto. Il suo utilizzo è sempre sconsigliato per tanti e svariati motivi. Prima di tutto perché si tratta di un agente particolarmente pericoloso, proprio per il suo potere corrosivo. Si consiglia invece di preferire dei detergenti acidi prodotti proprio per gli stessi utilizzi. L’acido cloridrico infatti per alcuni aspetti risulta essere non proprio adatto ad esempio sui marmi, in quanto potrebbe addirittura danneggiarli.

    Esso è un composto che richiede di essere usato singolarmente, infatti non bisogna mai mescolarlo con altri additivi. Questo potrebbe anche portare a reazioni chimiche pericolose, che nel peggiore dei casi, possono provocare intossicazioni o alla morte per inalazione.

    L'acido cloridrico non è solo diffuso come disincrostante su pavimentazioni o su metalli, ma anche per il trattamento del cuoio, oppure per uso domestico e alimentare, come base di alcuni additivi, senza controindicazioni o conseguenze su cose o persone.

     

    Acido cloridrico dove si trova.

    L’acido cloridrico come abbiamo appena visto, è una soluzione acquosa particolare, in quanto viene usata in una grande varietà settori, soprattutto in quello industriale. Diffusissimo anche in ambito domestico, nonostante le continue controindicazioni. Contenuto persino nella produzione d'ingredienti di tipo alimentare, come il semplice fruttosio, oppure l’acido citrico, la lisina, la gelatina, sempre e solo extra puro.

     

    Esso viene addirittura usato nella produzione di petrolio, in quanto ne agevola la fuoriuscita. L’acido cloridrico viene iniettato direttamente nella roccia, al fine di azionare un processo di corrosione, così da rendere la superficie porosa e agevolare l’uscita del materiale. Soprattutto dove le rocce risultano essere molto resistenti, quindi diventa inevitabile utilizzare questo tipo di sostanza corrosiva.

    L’acido cloridrico si trova anche all’interno dello stomaco umano, in quanto è uno dei componenti del succo gastrico. La sua funzione principale è quella di aiutare l’organismo facilitando il processo di digestione degli alimenti. Viene prodotto da alcune cellule del nostro corpo, conosciute con il nome di "cellule parietali", componenti del sistema delle ghiandole epiteliali gastriche, le quali riversano nello stomaco il succo al fine di consentire un'adeguata digestione.

    Ricordiamoci pure che l’acido cloridrico è stato nel passato usato anche come arma chimica, soprattutto per inalazione. Infatti, l'acido cloridrico soprattutto se a elevate concentrazione, può creare dei vapori acidi portando effetti corrosivi non solo su lesioni e sui tessuti, ma danneggiando anche l’apparato respiratorio, oltre che pelle, occhi e persino, esofago, laringe, trachea, stomaco, pancreas e intestino, fino alla morte.

    Ricordiamo l’incidente del 2006, quando la corrosione della parte inferiore di un'imbarcazione, per essere precisi una nave cisterna. Ben 20.000 litri di acido cloridrico si sono dispersi a Saint Paul in Minnesota. Diverse persone sono successivamente state travolte dalla nube che si è creata dal contatto della sostanza con l’acqua provocando importanti danni agli occhi e alle vie respiratorie. Questo fa capire quanto elevato sia il pericolo per chi maneggia questa sostanza. Proprio per questo coloro che giornalmente si ritrovano a dover lavorare con elevate quantità di acido cloridrico sono costretti a prendere le dovute precauzioni.

    Ad esempio nei laboratori, sono sempre raccomandati gli occhiali di protezioni, guanti e stivali di gomma, oltre che ricordarsi di stare molto abbottonati così da evitare il rischio di contatto in caso di possibili schizzi. Nel caso in cui si verifichi un contatto con tale sostanza allora ricordare sempre d'immergere la parte interessata in abbondante acqua.

    Acido cloridrico puro

    Acido cloridrico, è un composto chimico con formula HCI, il nome riguarda la sostanza la quale solitamente viene riversata sia in acqua che in altri solventi, dove l’acido è dissociato in ioni H+ e Cl. Questo composto HCI puro, non ionizzato, viene denominato cloruro d'idrogeno. La differenza è che nei due casi il composto costituisce due entità chimiche differenti, persino nelle stesse proprietà. L'acido cloridrico lo si ritrova in natura nelle esalazioni dei vulcani oltre che nel succo gastrico dell’uomo e in generale di tutti i Mammiferi. Diffusissimi i cloruri che sono i suoi derivati, cioè sali.

    La produzione di acido cloridrico, comincia nel quindicesimo secolo, per distillazione del cloruro di sodio con solfato ferroso. Mentre successivamente, nel diciassettesimo secolo, venne impiegato il cloruro di sodio e acido solforico. Quello puro invece, fu introdotto nel 1772. Oggi però ha assunto particolare importanza la preparazione sintetica del cloruro d'idrogeno da cloro e idrogeno. Elementi che si ottengono da un processo di tipo elettrolitico, che sin poche parole riguarda la trasformazione di energia elettrica in quella chimica.

    Oggi però importanti quantità di acido cloridrico si hanno da diverse reazioni derivanti da composti organici, per esempio quella conosciuta per ottenere il cloro benzene. Comunque, l'acido cloridrico viene ottenuto allo stato gassoso e trasformato in una soluzione acquosa, poi assorbita in acqua, all’interno di giare o in serpentine fatte di un tipo di metallo abbastanza resistente.

    L'acido cloridrico quello puro è incolore, gassoso e soprattutto emana un odore molto forte, che a contatto con l’aria produce una sorta di nube di fumo. Questo in quanto condensa l'umidità atmosferica. L’acido cloridrico può essere anche compresso in bombole d’acciaio, che difficilmente intaccate e corrose dal composto, se questo viene essiccato perfettamente. Eventualmente può essere anche trasportato allo stato liquido a temperatura ambiente.

    La soluzione a temperatura ambiente costituisce l’acido cloridrico che si trova comunemente in commercio. Il prodotto ottenuto da forni al solfato e generalmente colorato in giallo, tonalità data dalle impurezze di ferro, è conosciuto sul mercato come acido muriatico. Da questa soluzione può derivare l’acido cloridrico di tipo gassoso, basta semplicemente sottoporlo ad alte temperature, liberando in questo modo la sostanza sotto forma di gas. L'acido cloridrico è un composto davvero fortissimo e pericoloso, le sue soluzioni acquose e non solo sono molto corrosive per l'epidermide, ma ha anche la capacità di attaccare molti dei più conosciuti metalli, tranne che quelli nobili. I quali possono essere trasformati nei corrispondenti cloruri con sviluppo d'idrogeno. L'acido cloridrico può essere anche usato per produrre le materie plastiche e le gomme sintetiche. Diffuso anche proprio come reagente in chimica analitica e catalizzatore in alcune reazioni della chimica organica, oltre che nella preparazione dei cloruri metallici e tanto altro.

    Acido cloridrico prodotto corrosivo.

    L’acido cloridrico è una sostanza davvero ad alto rischio. Questo significa che il livello di pericolosità è molto elevato. La sua composizione può provocare importanti conseguenze, ad esempio se a raggiungono la pelle. Non è neanche necessario che siano presenti già delle lesioni sull’epidermide, sufficiente anche solo una goccia per portare danni rilevanti come vere e proprie ustioni da contatto. Soprattutto se l’acido cloridrico arrivasse per errore alla faccia e in particolare cornee e occhi, le conseguenze potrebbero essere disastrose.

    Questo in quanto la sostanza interessata, è altamente corrosiva, significa che tende a consumare la parte con cui viene a contatto, generando un processo di veloce deterioramento. Infatti, l’acido cloridrico è un materiale che viene persino usato sulle rocce praticamente impenetrabili, per quei lavori che ne richiedono la rottura, come l’estrazione petrolifera nei mari del Nord, dove la pietra è difficile da rompere con dei semplici macchinari. Quindi non esiste altro rimedio se non quello di far penetrare una sostanza così potente come questa nella roccia.

    Diffuso in vari settori soprattutto in quello industriale, come disincrostante per cemento, calcestruzzo, ferro, ma non solo, ottimo anche come disinfettante. Infatti, nonostante sia un prodotto ad alto rischio viene usato anche per igienizzare persino in ambito domestico. Ad esempio per lavare superfici particolarmente sporche, come i bagni pubblici, e per macchie particolari. Perfetta soluzione sui metalli.

    Spesso l’acido cloridrico è uno dei componenti per la pulizia di wc e tubature, in particolare per eliminare impurità che tendono a bloccare scarichi di docce e altro.

    Scelto proprio per la sua perfetta capacità di corrosione di qualsiasi tipo di materiale, che siano capelli e sporcizia. L’acido cloridrico toglie qualsiasi incrostazione per un risultato davvero grandioso. Ricordate di stare sempre molto attenti.

    Nel caso in cui l’acido accidentalmente cada sui vestiti il consiglio è quello di togliere gli indumenti e lavare la zona interessata semplicemente con abbondante acqua, per almeno 15 minuti. La stessa cosa vale se la sostanza viene a contatto con pelle od occhi, l’ideale è sempre quello di mettersi sotto il getto d’acqua per svariati minuti. Infatti, il rischio è proprio quello che provochi forti ustioni a pelle e cornea, per questo motivo l'azione di pronto soccorso deve essere immediata

    Acido cloridrico disincrostante e disinfettante.

    In commercio ormai è molto semplice reperire acido cloridrico a poco prezzo, solitamente al massimo al 28 o 32%. Per quello puro, visto l’alto livello di pericolosità, sono richieste delle vere e proprie autorizzazioni, http://metaldetectoritalia.forumfree.it/?t=66902663. Si può trovare nei negozi specializzati, oppure anche via internet, in bottiglioni da uno, quattro litri oppure anche da 25 kg. Pronti all’uso.

    Questo prodotto, in genere viene venduto per usi specifici, per lo più lo scopo è quello di eliminare cemento o calce struzzo dalle superfici, ovviamente quelle maggiormente resistenti che riescano a non essere corrose dall’azione dell’acido cloridrico. L’obiettivo è scrostare la zona interessata da materiale difficoltoso che non può essere eliminato in altro modo.

    L’acido cloridrico è perfetto anche sui metalli e ferro, per scrostarlo e igienizzarlo. Bisogna sempre maneggiare con estrema cura il prodotto, anche per la facilità con cui esso si può infiammare. Per questo motivo non bisogna lasciarlo al sole, o in ambienti con temperature elevate. Mai mischiarlo con altre sostanze, la reazione potrebbe essere disastrosa, come ad esempio con la varechina, comporterebbe un rischio particolarmente elevato, sia per voi stessi che per l’ambiente che vi circonda. Non pensate neanche di mettere sul fuoco vivo l’acido cloridrico, potreste anche innescare un'esplosione oltre che provocarvi gravi lesioni. Tutti questi casi sono severamente vietati, che siate esperti o meno in materia.

    Le sue soluzioni dal 5 al 10%, sono quelle di solito usate come detergenti per la casa, conosciuti come acido muriatico. Mentre quelle al 36% riservate ai laboratori. Come già precedentemente accennato, trattandosi di un acido bisogna maneggiarlo con cura durante il suo utilizzo, anche se si tratta di quello che generalmente utilizzate in casa per pulire. Per i comuni detergenti, cercate sempre di evitare il contatto diretto. Quindi è necessario indossare i guanti, perché a lungo andare i primi segni sono evidenti soprattutto sulla pelle, proprio per la sua azione estremamente corrosiva. Stando comunque attenti a evitare anche il contatto con gli occhi. Presso i laboratori infatti è estremamente importante indossare anche gli occhiali, così da proteggere la pelle e gli occhi, nel caso vi siano degli schizzi del materiale. L’acido cloridrico può essere utilizzato persino per i mattoni, oltre che per i metalli e il cemento. Tutte quelle superfici particolarmente calcaree. Ricordate poi di diluire il prodotto con acqua prima del suo utilizzo, soprattutto nei lavori domestici.

  • Acqua demineralizzata

    Acqua demineralizzata, deionizzata e distillata.

    L'acqua demineralizzata, è un liquido inodore, insapore e incolore, da cui vengono tolti tutti i sali minerali. Essa è impiegata in una grande varietà di settori, industriali, edili, meccanici e non solo. L’acqua demineralizzata è anche generalmente usata per uso domestico. Impiegata semplicemente per stirare, così da evitare che si possano formare delle incrostazioni di calcaree all’interno del ferro, e con il passare del tempo danneggiarlo. Questo composto è utilizzato persino per le batterie delle auto e negli acquari, soprattutto nel caso in cui viene consigliato l’uso di acque prive di durezza.

    L’acqua demineralizzata come abbiamo appena accennato, viene utilizzata per scopi industriali oltre che scientifici. Infatti, essa è presente nei laboratori, sia scientifici che ingegneristici. Gli scopi sono molteplici, in quanto la purificazione riesce a rimuovere le tutte molecole contaminanti, la sua applicazione è per questo perfetta per i laboratori di analisi, oppure biologici e chimici ma anche in ambito automobilistico.

    L’acqua demineralizzata è infatti l’ingrediente primo e solvente nella formulazione e nella produzione di prodotti farmaceutici. Questo significa che tale acqua dev’essere sempre monitorata e testata per avere sotto controllo la sua purezza. Costituisce un perfetto conduttore elettrico per gli impianti domestici, proprio per questo può risultare pericolosa.

    Esiste però una differenza tra l’acqua demineralizzata, deionizzata e distillata. Tutto sta nel processo di produzione di questi composti, anche se generalmente si tende a usarli come sinonimi. In realtà l’acqua deionizzata è priva d'ioni, conducibilità molto bassa, utilizzata in ambiti lavorativi differenti, ma assolutamente non adatta al consumo umano. Oltre che per uso farmaceutico, l’acqua ionizzata è diffusa nel restauro, può essere usato per ripulire alcune superfici senza alterarne i colori originari, tranne i metalli, in quanto l’azione potrebbe danneggiarli.

    Quella demineralizzata viene sottoposta a un processo il cui scopo è quello di privare l’acqua di tutti i Sali minerali presenti. Però per intenderci, un’acqua deionizzata non risulta mai completamente priva di sali minerali, e allo stesso modo una demineralizzata può presentare ioni. L’acqua distillata invece si ottiene tramite un processo di distillazione, che consiste nel eliminare dall’acqua comune, cioè quella che scorre solitamente dal rubinetto, qualsiasi sostanza contaminante presente. Il metodo utilizzato è portare a ebollizione l’acqua condensandone il vapore in un ambiente sterile. Privando così l’acqua di batteri e residui calcarei.

    Questi tre processi insieme producono acqua pura che non è assolutamente sinonimo di potabile, anzi il contrario, per diversi motivi. Prima di tutto perché durante questo processo, non si può assicurare la totale assenza di batteri.

    Uso dell’acqua demineralizzata

    L’acqua demineralizzata viene sottoposta a un processo di trasformazione, rendendola altamente purificata e utilizzabile per vari scopi, ad esempio per il consumo meccanico e non solo.

    Oltre che nel settore industriale e farmaceutico, l’acqua demineralizzata è perfetta per il consumo di tipo domestico, in particolare per il comune ferro da stiro, per il quale la semplice acqua del rubinetto risulta essere troppo calcarea, e con il passare del tempo il ferro si danneggia. Si può impiegare per fare il bucato a mano dei capi più delicati, anche se bisognerebbe filtrare l’acqua per assicurarsi che sia pura. Potete persino adoperarla nelle pulizie domestiche, basta prendere unno spruzzatore e versarci dentro acqua demineralizzata o distillata con l’aggiunta di sapone liquido, quello che preferite. Perfetto per la pulizia della rubinetteria di bagno e cucina. Infine per riempire le vaschette umidificatrici che si utilizzano per i calorifici.

    L’acqua demineralizzata è ideale anche per la manutenzione delle batterie auto, infatti quanto esse si utilizzano, l’acqua contenuta all’interno tende a evaporare. Proprio per questo motivo è importante effettuare periodicamente il riempimento, versando dell’acqua demineralizzata, nei rispettivi tappi, la stessa quantità per ogni cella, senza esagerare.

    Oggi la produzione delle moderne batterie chiede meno manutenzione. Quindi prima di effettuare l’operazione basta controllare il livello dell’acqua, soprattutto quando fa più caldo e le temperature sono molto alte e di conseguenza l’evaporazione del liquido è maggiore. Sconsigliato invece l’utilizzo dell’acqua minerale, in quanto presenta calcio, il quale intacca le piastre incidendo sul funzionamento.

    L’acqua demineralizzata o distillata va benissimo per pulire i finestrini dell’auto, oppure messa direttamente nel contenitore specifico per spruzzare il liquido sui vetri, aiutandovi con l’azione e i tergicristalli.

    L’acqua demineralizzata è utile per il restauro, in particolare viene impiegata come solvente per sostanze chimiche. Applicata attraverso differenti tecniche come per esempio con spugne, a impacco o per nebulizzazione, oppure per effettuare lavaggi per immersione. Come precedentemente accennato un altro utilizzo è quello negli acquari, in particolare quelli aperti, in cui si possono anche mettere piante che affiorano dall’acqua. L’acqua demineralizzata in questo caso viene consigliata proprio in quanto l’evaporazione è maggiore, quindi è necessario riempire spesso l’acquario con acqua distillata o demineralizzata.

    Per le piante in generale è sconsigliato innaffiare usando acqua demineralizzata, però potrebbe servire se avete delle piante grasse, visto che queste non necessitano d'acqua con Sali minerali, magari diluita con quella normale, in questo modo potete anche dare da bene a tutte le piante.

    L’acqua demineralizzata in alcuni casi viene impiegata per la pulizia dei capelli, perché si dice che li renda più forti e lucidi.

    Acqua demineralizzata a cosa serve

    L’acqua demineralizzata ha la particolarità di essere sottoposta a un processo che consente di privare l’acqua dei suoi componenti, i Sali minerali, di cui è formata quella comune, anche se purificata non è considerata potabile. Infatti, ingerire acqua demineralizzata può provocare degli effetti sulla propria salute. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, sostiene che essa possa incrementare la diuresi e l’eliminazione di elettroliti, ma non è nutriente come quella potabile. L’acqua demineralizzata è infatti priva di minerali come magnesio e calcio, che hanno la funzione di proteggere l’organismo, di conseguenza non è adatta per l’uomo, non avendo benefici in tal senso. L’acqua demineralizzata non è ideale per essere assunta, proprio per l’assenza d'ioni e sali minerali di assoluta importanza per le nostre funzioni vitali.

    Invece l’acqua demineralizzata è utile per altri scopi. Diffusa in tantissimi settori di vario genere, soprattutto a livello industriale, farmacologico e scientifico, presente in tutti i laboratori di analisi, chimici e biologici, persino ingegneristici. Usato persino come solvente e nella cosmesi.

    L’acqua demineralizzata è anche uno dei componenti principali per la realizzazione di comunissimi saponi, oppure semplici detersivi per la casa e nella cosmesi. Sono però veramente tantissime le cose che possono essere fatte con la semplice acqua demineralizzata.

    Generalmente acquistata per essere utilizzata nel ferro da stiro. Grazie alle sue proprietà riduce la formazione di calcare, causa principale del mal funzionamento del ferro da stiro. Preferita a quella distillata, in quanto la prima non possiede il calcio, e soprattutto non tende a intaccare i metalli.

    Principalmente serve per diluire, usato spesso come reagente o solvente. Infatti, l’acqua demineralizzata viene spesso impiegata come semplice fluido in aggiunta al composto contenuto nelle batterie delle auto. Per essere miscelato con altre sostanze così da renderle più utilizzabili, soprattutto quelle che si presentano sotto forma di solido, proprio in questo caso l’acqua demineralizzata prende il nome di solvente.

    Infatti, essa presenta tutte le caratteristiche tipiche di un solvente, evapora facilmente lasciando la sostanza disciolta praticamente intatta, senza alcuna alterazione. Non reagisce chimicamente a contatto con la sostanza solida, quindi innocua da questo punto di vista. Possiede anche altre caratteristiche fondamentali, il fatto che sia un liquido, chiaro e incolore. Tutte queste proprietà lo rendono il solvente ideale. Infatti, usato nel settore edile industriale e soprattutto in ambito chimico e farmaceutico, senza dimenticare che uno delle principali ragioni per cui viene scelto è che non nuoce alla salute se ingerito in piccole quantità.

    Acqua demineralizzata dove si compra

    L’acqua demineralizzata non è difficile da trovare. In commercio ormai essa è reperibile in tutti i negozi specializzati in prodotti per la casa, oppure nei supermarket o minimarket. Una buona fonte sono i negozi di acquariofilia, che si occupa di acquari e pesci, infatti spesso l’acqua demineralizzata viene utilizzata in particolari tipi di acquari. Potete trovarla persino nei comuni negozi di animali, quelli più forniti che si occupano anche di acquari.

    Generalmente si può trovare sfusa, presso gli elettrauto. Oppure se non volete perdere tempo allora scegliete l’acqua che preferite su internet, in base all’uso che ne dovete fare acquistate quella che vi sembra più adatta.

    Esiste la cattiva convinzione che quando serve l’acqua demineralizzata o distillata, la fonte principale è il climatizzatore. In realtà quello che non si sa, è che ovviamente, la sostanza che deriva da questo impianto risulta essere molto sporca, contiene polvere, fumo di sigaretta e quant'altro possa essere presente nell'aria dell'ambiente climatizzato, quindi va bene per il ferro da stiro, ma bisogna escluderla per altri utilizzi.

    Si tratta di vapore acqueo condensato che non è assolutamente consigliato per la cosmesi. Potrebbe essere usato per dare da bere alle piante, ma sarebbe meglio diluirla con dell’acqua normale del rubinetto.

    L’acqua demineralizzata è quella più pura che esiste, polveri e inquinamento permettendo, infatti generalmente prodotta in ambienti sterili. Soprattutto se deve essere usata nei laboratori, in quanto la purezza è fondamentale, per questo motivo viene sempre monitorata e testata.

    Proprio per questo motivo, cioè la sicurezza di un'acqua demineralizzata che sia pura senza agenti contaminanti, è necessario che venga acquistata in contenitori preconfezionati ed etichettati, dove risulta chiara la modalità di distillazione e la stessa purezza dell’acqua. Chiaro è che se volete una certa purezza, allora il costo aumenta, soprattutto laddove l’utilizzo non sia semplicemente domestico. Infatti, l’acqua distillata presenta un prezzo maggiore, proprio in quanto il processo è molto più laborioso e costoso.

    Per semplici esperimenti di laboratorio può essere perfetta quella che si trova comunemente al supermercato, bisogna però assicurarsi che il processo di demineralizzazione sia stato adeguato. In quanto l'uso delle resine a cambio ionico per demineralizzare l'acqua non è poi così semplice come si potrebbe pensare.

    In commercio trovate anche quella profumata, ideata per essere utilizzata nel ferro da stiro, ma assolutamente sconsigliata per annaffiare le piante oppure usata nelle batterie di auto e moto, tanto meno per gli acquari.

    Acqua distillata o demineralizzata

    L’acqua demineralizzata e quella distillata hanno in sé delle differenze. Si può affermare che entrambe sono demineralizzate, ciò che le rende una diversa dall’altra è il processo a cui esse vengono sottoposte. Infatti, l’acqua distillata si ottiene tramite distillazione, tecnica che si realizza facendo bollire l'acqua, e raccogliendola successivamente quando è sotto forma di condensa dal vapore acqueo per raffreddamento. Mentre l’acqua demineralizzata si crea attraverso un processo di depurazione tramite resine sintetiche.

    Il risultato finale è più o meno lo stesso, ovvero acqua senza sali, ma la seconda, cioè quella distillata risulta essere completamente priva di batteri, microrganismi e residui di calcare. Usata In campo medico ad esempio per le iniezioni e la somministrazione di farmaci per via parenterale come le flebo, nonché per produrre la cosiddetta soluzione fisiologica, produzione di soluzioni iniettabili e anche colliri. La caratteristica principale, la sterilità, grazie al processo di microfiltrazione a cui essa è sottoposta, volto a eliminare qualsiasi batterio e virus, residui che possono essere la causa di febbri o reazioni immunologiche, soprattutto se iniettate in pazienti con gravi patologie. Infatti il procedimento è molto più complesso rispetto alla demineralizzazione, che assicura l’assenza di minerali, ma non completamente quello dei batteri o microrganismi.

    L'acqua demineralizzata è un'acqua priva di calcio e quindi limita la formazione del calcare, mentre quella distillata, derivando dal vapore prodotto da acqua messa a bollire, non consente l’eliminazione del calcio, principale causa di calcare del ferro da stiro.

    Ad esempio l’acqua che solitamente si usa per la manutenzione delle batterie, deve essere demineralizzata, in quanto quella distillata è molto più aggressiva sui metalli. Quindi è sempre consigliato adoperare acqua demineralizzata totalmente priva di calcio, ottenuta attraverso un processo chimico differente pertanto meno aggressiva.http://www.bmwpassion.com/forum/showthread.php?152086-Radiatore-acqua-demineralizzata-si-distillata-no-Perch%E8, sempre bene consultare il libretto nella sezione che illustra la manutenzione dell’auto, in cui può essere specificato il tipo di acqua consigliata, in modo da evitare formazioni calcaree all’interno del circuito.

  • Petrolio bianco

    Petrolio bianco cos'è e a cosa serve

     

    Il petrolio soprannominato oro nero, dalla sua colorazione che va dal marrone scuro al nero, anche se come si presenta dipende molto dai giacimenti da cui esso viene estratto, può infatti essere persino di colore arancione. E’ un liquido altamente infiammabile estratto direttamente dalla roccia, processo dai cui questa sostanza prende il nome di petrolio greggio. Proprio da questo viene fatto derivare il famoso petrolio bianco.

     

    Quest’ultimo infatti, è un composto creato da un processo di distillazione del petrolio greggio. Si tratta di una miscela composta da idrocarburi, che si presenta come un liquido limpido dall’odore particolare. Gli idrocarburi sono invece dei componenti di origine fossile, usati per la combustione.

     

    Questo derivato, è trasparente anche se in commercio si possono trovare tonalità differenti, come quello giallo, rosso e arancione, persino profumato, per lo più diffuso e utilizzato per pulire e smacchiare. Conosciuto anche con il nome di petrolio bianco lampante. Solubile completamente nella era d’api a caldo.

     

    Il petrolio bianco prodotto che invece non è assolutamente solubile nell’acqua, mentre differente la reazione nel caso in cui venga a contatto con altri solventi di tipo organici. Generalmente viene utilizzato su superfici varie per proteggerle dalla formazione di ruggine, limitandone il deterioramento, oppure anche come solvente per le vernici. Particolarmente conosciuto per le pulizie e soprattutto per smacchiare, ad esempio rimuovere macchie di catrame, smalti e ancora pitture. Uno degli altri utilizzi del petrolio bianco è la sua funzione di combustibile, in particolare per la lubrificazione e la carburazione di parti meccaniche.

     

    Oltre che per pulire le catene delle bici e delle moto, esso ha mille proprietà e usi, infatti può essere impiegato persino per illuminare le famosissime lampade a petrolio. Certo è sconsigliato utilizzare del petrolio bianco di tipo aromatizzato, in quanto potrebbe danneggiare l’intero impianto. Composto usato pure per la pulizia di armi.

     

    Come già accennato, il petrolio bianco di tipo profumato è spesso impiegato per eliminare grasso catrame e soprattutto olio da differenti superfici. Come solvente per macchie di ruggine e persino di cera, e per la diluizione di vernici, al fine di aumentarne la resa e renderle più brillanti. Questo prodotto se unito a soluzioni con l’olio paglierino, diventa ottimo sul legno per rinvigorirlo successivamente al processo di sverniciamento della superficie interessata.

     

    Petrolio bianco dove si compra

    Il petrolio bianco, anche detto petrolio lampante è un composto liquido che può avere svariati utilizzi, solitamente viene impiegato per smacchiare ed eliminare grasso, olio e ruggine da varie superfici, oltre che per illuminazione e riscaldamento in lampade, lumi e altro. Diffuso soprattutto per pulire oggetti metallici e meccanici, come le catene di moto, bici e motorini. Derivante dal petrolio greggio, quello bianco ha un odore molto particolare e può presentarsi con colorazioni diverse, nonostante sia principalmente trasparente. Ideale per pulire e smacchiare.

     

    Questo prodotto è disponibile o in fusti oppure anche in lattine da un litro e si può davvero trovare ovunque. Potete trovarlo in tutti i negozi di ferramenta o di bricolage. Principalmente presso i reparti dedicati alla vernice, in genere accanto ad altri tipi di solventi come per esempio l’acqua ragia.

     

    Nel caso in cui però non vogliate perdere troppo tempo, soldi e fatica, allora trovate il petrolio bianco con tanti altri suggerimenti persino su internet. Facendo il vostro ordine online avrete il prodotto direttamente a casa vostra in pochissimo tempo, pronto per essere utilizzato.

     

    Come tutti i derivati dal petrolio, anche questo composto richiese delle precauzioni quando lo utilizzate. Importantissimo maneggiare sempre con molta cura questa sostanza, non è necessario indossare per forza una mascherina per proteggere naso e bocca dalle inalazioni, infatti il prodotto possiede un evaporazione molto bassa.

     

    Consigliati invece, degli occhiali di sicurezza, anche se il petrolio bianco non è molto volatile, ma sempre meglio averli per evitare conseguenze e rischi. Si tratta comunque di un composto pericoloso, per questo bisogna attrezzarsi bene. Potrebbe essere importante mettere dei guanti per proteggere le vostre mani, potete scegliere o quelli in plastica, oppure vanno benissimo anche i classici, protettivi in gomma.

     

    Ricordatevi sempre di non lasciare mai il contenitore in ambienti con temperature particolarmente elevate o al sole, in quanto si tratta di un prodotto altamente infiammabile. Tenetelo fuori dalla portata dei bambini, e non gettate il composto negli scarichi dell’acqua, perché il petrolio bianco è un materiale inquinante e deve essere smaltito in maniera corretta.

     

    Petrolio bianco come smaltirlo

     

    Il petrolio bianco e un composto fatto derivare dalla distillazione del petrolio greggio. Conosciuto anche con il nome di petrolio lampante. Tra i due non esistono in realtà differenzehttp://www.mtbforum.it/community/forum/showthread.php?t=257358, sono entrambi ugualmente efficaci. Utilizzati per molte operazioni di pulizia in diversi settori. Soprattutto per eliminare grasso, olio, sporco e mantenere le parti meccaniche lubrificate e pulite, come catene persino perfetto per i cuscinetti.

     

    Il petrolio bianco è incolore e possiede un odore molto pungente, anche se essendo poco volatile non richiede l’obbligo di munirsi di mascherina di sicurezza, va comunque maneggiato con estrema cautela. Alcuni sostengono che il problema di utilizzare questo composto non sia la sua efficacia, piuttosto lo smaltimento. Essendo un prodotto altamente inquinante bisogna trovare il modo giusto per gettare i residui che rimangono dopo la lavorazione delle superfici. A questo proposito esistono diversi modi di procedere.

     

    Quello che non bisogna mai fare è bruciare il composto, buttarlo nei comuni scarichi o farlo evaporare, tutti questi casi comportano un impatto ambientale da non sottovalutare.

     

    Le alternative adeguate sono, o raccogliere gli scarti e consegnarli alle famose isole ecologiche. Per chi non lo sapesse, sono dei centri di raccolta e smaltimento di rifiuti inquinanti o ingombranti, vernici, colle, solventi, pesticidi e addirittura gli acidi.

     

    Le isole ecologiche accettano tutti i rifiuti che non possono essere contenuti nei classici cassonetti. Rottami ferrosi e rifiuti particolarmente ingombranti, come materassi, divani e arredi di vario genere. Legno, tra cui mobili e cassette solitamente utilizzati per il trasporto della frutta, vegetali e scarti di giardino, erba piante e similari. Pile, pneumatici, apparecchiature elettriche come tv e pc, batterie auto, polistirolo e imballaggi voluminosi. Tubi al neon e lampadine, persino farmaci scaduti, oli alimentari e minerali. Queste sono tutte le sostanze e materiali che solitamente vengono prese dalle isole ecologiche per poi essere smaltite adeguatamente.

    Questo comporta parecchi vantaggi, non solo a livello ambientale, ma anche conferendo all’utente la possibilità di essere agevolato con detrazioni sulle tasse, però questo dipende dall’amministrazione comunale competente della zona. Generalmente disponibili in vari comuni Italiani. Se non siete sicuri che ci sia un’isola ecologica nella vostra zona, allora provate a cercare su internet quella più vicina. In alternativa parlate con il vostro meccanico oppure benzinaio di fiducia che teoricamente deve avere un modo per eliminare gli scarti della propria officina.

     

    La nota positiva del petrolio bianco è che nel caso in cui si tenga fermo per diversi giorni, lo sporco tende a sedimentarsi e dunque può essere tranquillamente riutilizzato, anche più volte. In questo modo lo scarto da eliminare sarà pochissimo e lo smaltimento veloce, sempre con le dovute precauzioni.

     

    Utilizzando il petrolio bianco, il costo per la manutenzione di moto, bici e motorini è davvero ridotto. Questo perché non serve più acquistare diversi prodotti per pulire le vostre catene. Oltre a sgrassare senza sprechi e con risultati davvero incredibili, lucida e lubrifica in maniera eccellente. Per le moto, soprattutto quelle da induro, che generalmente vanno su terreni particolarmente fangosi, consente di mantenere la trasmissione pulita senza fatica.

    Petrolio bianco per illuminazione e riscaldamento

     

    Come abbiamo più volte accennato, il petrolio bianco è un composto liquido particolarmente infiammabile, con un odore forte e incolore. Considerato un derivato per distillazione del petrolio allo stato puro, detto greggio, cioè direttamente estratto dalla roccia.

     

    Questa sostanza è una miscela composta da idrocarburi, combustibile naturale che può avere diversi utilizzi. Principalmente viene usato per rimuovere macchie di vario genere dalle superfici, soprattutto per il trattamento di metalli. Ad esempio agevola l’eliminazione di grasso e olio, ma non solo. Specifico per ruggine, preservando e proteggendo la parte su cui il petrolio bianco viene applicato, per lungo tempo, impedendone il deterioramento.

     

    Perfetto per smacchiare e pulire in maniera efficace e veloce, usato soprattutto nel settore meccanico, ma può avere anche tante altre importantissimi utilizzi. Pensate all’illuminazione, il petrolio bianco è un perfetto combustibile, ad esempio per l’accensione delle classiche lampade a petrolio o lumi.

     

    Come quelle che generalmente vengono usate durante i campeggi per consentire una certa visibilità, il petrolio bianco è dunque un combustibile ancora oggi utile a tale scopo, nonostante la sempre maggiore diffusione delle torce a batteria.

     

    Il petrolio bianco viene anche usato come combustibile per riscaldarsi, come ad esempio nelle stufe a petrolio. Infatti consente d'innalzare la temperatura dell’abitazione o in generale degli ambienti, molto più velocemente di altri impianti di riscaldamento moderni. Uno dei vantaggi delle stufe a petrolio è il costo, anche se il combustibile adatto per questo tipo d’impianto presenta costi maggiori.

     

    Il combustibile di tipo liquido per riscaldamento può essere sia petrolio, ma anche cherosene e bioetanolo. Questa modalità di riscaldamento non richiede apparecchi con canna fumaria, considerato che il comburente è comunque l'ossigeno, necessario predisporre un continuo ricircolo d'aria così che nell’ambiente non si accumuli troppo monossido di carbonio.

     

    Per coloro che hanno una stufa a petrolio o a kerosene è in qualche modo avvantaggiato, soprattutto se l’ambiente da riscaldare risulta essere molto grande, in particolare se si fa un confronto con un impianto di tipo elettrico, proprio per la velocità con cui l'aria si riscalda. Un altro vantaggio delle stufe a petrolio è che ci si può comunque scaldare anche nel caso in cui venga a mancare la luce per diverso tempo. Quindi riscaldarsi con un impianto a petrolio potrebbe davvero essere una delle alternative alle altre forme di riscaldamento.

     

    Petrolio bianco per pulire.

    Il petrolio bianco è un composto che deriva proprio dal petrolio greggio, molto indicato per pulire e lubrificare oggetti in metallo che presentano una certa quantità di grasso e olio, come possono essere le parti meccaniche di una moto o di una bicicletta. Infatti, perfetto per la lubrificazione delle catene, di solito effettuata a ogni lavaggio o in caso di pioggia abbondante. Per la pulizia è uguale, in quanto il grasso presente sui componenti del mezzo tende a raccogliere molta polvere e sporcizia, compromettendo il funzionamento della moto stessa.

     

    Indicato per le moderne catene, che richiedono una certa attenzione, in quanto si possono danneggiare molto facilmente, soprattutto se trattate con composti come benzina o gasolio, particolarmente aggressivi. Infatti, il petrolio bianco è considerato il prodotto davvero universale, ideale proprio per pulire tutti i tipi di catene e altro, in maniera perfetta ma soprattutto senza alcun rischio.

     

    Basta acquistare un barattolo di petrolio e versarne la quantità sufficiente in un contenitore, poi prendere un piccolo pennello si procede pulendo tutta la zona interessata, in questo caso la catena, allo stesso tempo facendo girare la ruota del mezzo. Solo successivamente si può passare alla pulizia della corona e del pignone, nello stesso identico modo, senza toccare le parti in plastica o in gomma. Successivamente si può lavare la motocicletta, stando attenti ad asciugare bene la catena, magari aiutandovi con l’aria compressa, oppure se non ne siete provvisti, va benissimo anche un semplice straccio. Solo dopo si può passare alla lubrificazione degli ingranaggi.

     

    Il petrolio bianco è anche un ottimo solvente. Significa che consente di rendere più fluido il composto con cui viene mischiato, come la cera o la vernice. Si tratta quindi di sostanze in forma liquida che hanno la capacità di sciogliere quelle di tipo solide, liquide e anche gassose. Si distinguono in polari, come per esempio l’acqua e apolari, quali pentano e benzene. Il petrolio bianco è uno dei composti che spesso viene richiesto proprio per essere impiegato come solvente in particolare per le pitture. Riesce infatti, a massimizzare il volume della pittura rendendone molto più semplice la sua applicazione, o usando un pennello o altre differenti tecniche specifiche.

     

    Il petrolio bianco sta sempre di più sostituendo la trementina. Questo in quanto con il suo potere solvente su grassi, cere e resine naturali, è comunque molto meno nocivo.

  • Detersivi e Disinfettanti

    Perché comprare detersivi online conviene

    I detersivi on line sono sicuramente più economici rispetto a quelli che si trovano nei negozi.  La qualità e le marche sono identici, Ciò che cambia è il prezzo.

    Fra i detersivi professionali più utilizzati c'è la creolina, insieme ad altri detersivi per pavimenti. I detersivi industriali  sono disponibili in diversi colori e profumazioni. Esistono anche detersivi naturali fatti in casa con l'ausilio ad esempio del limone o del bicarbonato.

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    COME PULIRE CASA CON L’ACETO -

    L’aceto di vino è un prodotto molto versatile: può essere utilizzato in tanti modi diversi, dalla tavola alle pulizie. L’uso dell’aceto in casa è davvero un alleato, permette di eliminare i prodotti chimici e di sostituirli con quelli naturali. L’aceto, insieme al bicarbonato, all’acido citrico, al limone e al sale, è la base di tantissime ricette di detersivi fai da te.

    E' importante che i detersivi per la casa abbiamo una gradevole profumazione e contengano agenti disinfettanti, in modo da tenere lontani batteri ed insetti. Soprattutto nella stagione calda, compaiono formiche, blatte ed altri insetti poco gradevoli. I detersivi naturali fatti in casa non sempre aiutano in queste circostanze,

    I detersivi pavimenti devono essere disinfettanti, anche nel caso in cui in casa ci siano animali domestici (che per loro natura contengono germi e batteri).

    Visita il nostro sito e scopri subito tutti i detersivi in offerta. 

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Prodotti disincrostanti

Un’ incrostazione non è altro che quel processo chimico e naturale che crea quella classica patina dura, biancastra e gessosa che si deposita sulle superfici di bollitori, resistenze per il riscaldamento dell'acqua, caldaie e impianti di riscaldamento se non subiscono una manutenzione accurata.
Le incrostazioni tendono a crearsi maggiormente lad...

Un’ incrostazione non è altro che quel processo chimico e naturale che crea quella classica patina dura, biancastra e gessosa che si deposita sulle superfici di bollitori, resistenze per il riscaldamento dell'acqua, caldaie e impianti di riscaldamento se non subiscono una manutenzione accurata.
Le incrostazioni tendono a crearsi maggiormente laddove l’acqua è più dura, poiché presenta magari una maggiore concentrazione di calcio, magnesio e altri minerali che oltre a comprometterne l'estetica di una qualsiasi superficie, finiscono per limitarne seriamente le pareti o addirittura compromettere il funzionamento di specifici componenti.
Per prevenire le incrostazioni è necessario ricorrere all'addolcimento dell'acqua o in caso contrario, per rimuovere le incrostazioni già createsi, è possibile utilizzare dei prodotti disincrostanti che sono dei composti acidi che finiscono per reagire con la parte alcalina dell'incrostazione, producendo anidride carbonica e un sale solubile.
Ovviamente, buona parte dei prodotti disincrostanti usati per rimuovere le incrostazioni possono essere seriamente pericolosi per gli occhi e la pelle, dal momento che gli acidi in essi contenuti possono creare vapori o fumi altamente tossici e nocivi, sia per la nostra incolumità e sia per quella dell’ambiente circostante.
Proprio per questo motivo, è necessario utilizzare i prodotti disincrostanti garantiti e già ampiamente testati in laboratorio e seguendo sempre e comunque le condizioni d’uso esplicate sulla loro confezione e cercando – ove possibile – di dotarsi di guanti, di occhialini e di mascherine protettive inoltre, è vivamente consigliato di evitare totalmente la combinazione di questi acidi con altre sostanze chimiche che potrebbero reagire fra di loro, producendo così dei gas ulteriormente nocivi alla saluto o dando vita a reazioni violente e improvvise, che potrebbero non essere prevedibili o controllabili.
Le operazioni di disincrostazione non sono quasi mai facili ed immediate, poiché spesso è necessario utilizzare anche più volte il prodotto sulla superficie che si intende disincrostare, per ottenere il massimo del risultato e per eliminare definitivamente qualsiasi traccia di incrostazione.
Dopo aver rimosso qualsiasi traccia di incrostazione, grazie ai prodotti disincrostanti venduti sul nostro sito, è consigliabile ricorrere anche a qualche piccolo accorgimento che permetterà all’acqua presente nelle nostre condutture, di abbassare la propria durezza, limitando così i danni nel corso del tempo ed evitando di dover ricorrere ad operazioni aggressive o potenzialmente nocive come l’utilizzo degli acidi contenuti nei prodotti disincrostanti. Un ottima soluzione potrebbe essere l’installazione di un addolcitore dell’acqua che con un semplice investimento di poche centinaia di euro, abbasserà notevolmente la concentrazione dei sali minerali presenti nella nostra acqua.

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