Elettrodomestici da cucina Ci sono 34 prodotti.

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  • Tritacarne

    TRITACARNE MANUALE

    Decidere di acquistare un tritacarne manuale potrebbe apparire una scelta azzardata e forse un po’ controcorrente, eppure sono innumerevoli i vantaggi che possiamo ottenere acquistando un tritacarne manuale poiché grazie a questo indispensabile e piccolo elettrodomestico casalingo è possibile ricavare lavorazioni a base di carne, sempre fresca e trasformata al momento.

    Inoltre, grazie al tritacarne manuale, è possibile trasformare solo i pezzi di carne da noi precedentemente scelti e acquistati presso la nostra macelleria di fiducia che ci garantirà la qualità e l’assoluta genuinità della materia prima.

    Utilizzare un tritacarne manuale è molto più semplice e veloce di quello che potrebbe apparire in teoria, poiché è sufficiente tagliare – mediante un coltello grande e ben affilato - a grossi pezzettoni la carne che intendiamo lavorare e successivamente, immetterla nell’apposito ingresso, situato nella parte alta del nostro tritacarne manuale che a sua volta è stato precedentemente montato in modo adeguato e disposto di tutti i suoi componenti e iniziare a muovere la leva in modo circolare e in senso orario, tutto questo per ottenere della carne macinata salubre e genuina e con la quale potremmo andare a preparare, ottimi hamburger o gustosissime salsicce.

    TRITACARNE ELETTRICO

    Scegliere di acquistare invece un tritacarne elettrico, significa fare una scelta decisamente più impegnativa poiché le dimensioni dell’apparecchio sarà più elevate e anche le esigenze tecniche saranno diverse, dal momento che, per utilizzarlo è necessario disporlo nei pressi di una presa di corrente elettrica, nella quale andremo ad inserire la spina che fornirà la necessaria energia elettrica per azionare in nostro tritacarne.

    Il tritacarne elettrico è infatti composto da due diversi componenti ovvero il gruppo motore elettrico – che non dovrà mai essere manomesso o soggetto al contatto con liquidi, pena il non funzionamento o la definitiva rottura – e il gruppo di lavoro che prevede invece l’insieme dei componenti smontabili e lavabili, con i quali andremo effettivamente ad operare.

    Come sempre,  durante il primissimo utilizzo dell’apparecchio, si consiglia un accurato lavaggio e una buona asciugatura di tutti i componenti – per evitare eventuale tracce di polvere o residui del processo di fabbricazione - e solo successivamente, potrà avvenire il montaggio della macchina e il relativo utilizzo.

    Dopo aver infatti montato tutti i vari compenti del nostro tritacarne elettrico, avendo inserito l’elica scanalata e le relative lame nel cilindro filettato e avendo avvitato bene tutti i volantini e successivamente posizionato correttamente la corona filettata da cui uscirà il composto ben tritato, possiamo procedere all’inserimento dei pezzettoni di carne, nell’apposita tramoggia situata nella parte alta della macchina e avviare il motorino, che azionerà tutti i meccanismi che porteranno alla macinatura della carne.

    In commercio, esistono una miriade di modelli di tritacarne elettrico con caratteristiche e prezzi completamente differenti fra loro. Pensiamo infatti che, un tritacarne elettrico particolarmente economico può costare intorno alle 50/60 euro mentre modelli molto più solidi ed efficaci arrivano a cifre elevate che superano anche i 500 euro.

    Ovviamente, un prezzo maggiore determina una maggiore qualità e accuratezza dei materiali scelti per la produzione poiché i modelli più costosi, sono sempre più solidi e resistenti ma allo stesso tempo, possono però risultare pesanti e ingombranti e sicuramente, non propriamente adatti ad una cucina classica.

    TRITACARNE PROFESSIONALE

    Per tritare la carne nell’industria alimentare è ormai diffusissimo l’utilizzo di macchine tritacarne professionali, sempre più tecnologicamente avanzate e con un desing accattivante, esse servono a ridurre pezzi di carne di dimensioni più o meno omogenee in pezzi più piccoli, ottenendo tramite questo velocissimo procedimento, della carne finemente tritata, in base alle esigenze dell’utente finale.

    In commercio, vi sono una grandissima varietà di modelli di tritacarne, adatti a usi diversissimi che potremmo scindere in due grandi categorie: tritacarne per uso domestico o tritacarne professionale.

    Un buon tritacarne professionale che si rispetti, a differenza di quelli per uso domestico, deve garantire una buona struttura – a partire dai materiali impiegati per la sua costruzione – e successivamente deve fornire solidità e un’affidabilità che deve andare oltre il minimo garantito dagli apparecchi domestici.

    Il tritacarne professionale è infatti dotato di un corpo motore che spesso deve restare accesso per molte ore e per questo motivo, dev’essere strutturato tenendo conto di questo aspetto e successivamente dev’essere dotato anche di tramogge giganti, capaci di ospitare un gran quantitativo di carne da macinare.

    Dunque, seppur i meccanismi di operatività di un tritacarne professionale sono estremamente simili ad un tritacarne elettrico domestico, il tritacarne professionale risulta più ingombrante, più pesante e più costoso proprio perché deve possedere maggiore capienza e maggiore affidabilità e solitamente questi tritacarne professionali, vengono appunto acquistati da esercizi commerciali o semplici strutture che trasformano quotidianamente la carne, come ad esempio: impianti di macellazione, macellerie, laboratori, ristoranti o mense.

    MACINA CARNE

    Oggigiorno, macinare autonomamente la carne, acquistata nella propria macelleria di fiducia, non è mai stato così facile e veloce poiché grazie all’avvento delle moderne macchine macina carne, ognuno di noi, può tranquillamente farlo in casa propria, ottenendo così un maggior risparmio e una migliore garanzia e qualità.

    Il funzionamento del macina carne è ormai unico, universale e uguale per tutte le altre macchine, manuali o elettriche, che tritano la carne poiché basta montare tutti i suoi componenti – seguendo attentamente le istruzioni e accertandosi di aver avvitato in piena sicurezza le corone filettate, le ghiere e gli eventuali volantini – e successivamente, riporre i pezzettoni di carne sulla tramoggia e lasciare che il macina carne svolga in piena autonomia tutte le sue funzioni.

    Certamente, credo proprio che a nessuno di noi verrebbe in mente di acquistare un macina carne di una sottomarca e magari nemmeno sicuro o garantito dalla casa madre di produzione, perché è sempre meglio diffidare di prodotti poco conosciuti o poco collaudati, soprattutto nel caso in cui affidiamo ad una macchina elettrica il contatto diretto con prodotti alimentari.

    Ecco perché, nella scelta e nell’eventuale acquisto di un macina carne, consigliamo sempre e solo di affidarvi ad aziende che hanno una certa esperienza e che sono ormai diventate leader nel settore.

    MACCHINA TRITACARNE

    La macchina tritacarne è uno strumento usato in cucina e più in generale nell'industria alimentare per tritare, cioè per ridurre in pezzi piccoli di dimensione omogenea, la carne ottenendo così un composto detto carne trita o carne macinata.

    Solitamente, ogni macchina tritacarne è costituita da un blocco contenente una camera cilindrica orizzontale con due aperture: una posta sopra, per l'alimentazione e l'altra - detta bocca - in testa per la fuoriuscita del materiale. Nella camera cilindrica, vi è un'elica che provvede a far avanzare il materiale – ovvero la carne tagliata in pezzettoni più o meno omogenei - e a spingerlo contro la piastra forata che chiude il lato di uscita della camera. Vi è poi, una lama composta da un coltello affilato, posta tra l'elica e la piastra che provvede a tagliare il materiale fino a quanto le sue dimensioni gli permettono di passare nei fori della piastra.

    La macchina tritacarne è abbastanza facile da usare ma soprattutto da installare e in pochissime mosse, permette di avere a disposizione lavorazioni a base di carne, sempre fresche e genuine e senza il minimo sospetto che al loro interno possano esservi state inserite sostanze pericolose per la salute, soprattutto dei più piccoli o delle persone allergiche o intolleranti a determinate sostanze.

    Solitamente le moderne macchine tritacarne presentano un design innovativo e una consistenza forte e durevole, che ne permettono il continuo utilizzo senza arrecare nessun tipo di danno alla struttura.

    MACCHINETTA PER HAMBURGER

    Gli hamburger sono uno degli alimenti preferiti di grandi e piccini – particolarmente adatti a tutti coloro che non hanno molta voglia di mangiare la carne – e per questo motivo, invece di comprare hamburger già pronti e già confezionati nelle classiche vaschette di plastica, di cui non conosciamo la provenienza della carne utilizzata e né l’eventuale aggiunta di sostanze più o meno pericolose per la salute, converrebbe acquistare una macchina tritacarne e successivamente una buona pressa per hamburger, per ottenere così un notevole risparmio di denaro e soprattutto di tempo, poiché non si dovranno fare più gli hamburger a mano, evitando persino di avere antiestetici hamburger tutti di forme diverse.

    In cucina, spesso siamo veramente pigri, pur avendo una notevole voglia di metterci in gioco e di sperimentare nuove ricette ma sempre più spesso, troviamo più semplice fermarci dinanzi al banco frigo di un qualsiasi supermercato e comprare hamburger già pronti che una volta cucinati, finiscono per rimpicciolirsi, assumendo colori strani e talvolta persino cattivi odori.

    Fare gli hamburger a mano è facilissimo, poiché basta acquistare –  presso la propria macelleria di fiducia – la carne che intendiamo successivamente macinare. Dopo aver svolto questa operazione, mediante il nostro tritacarne domestico, procediamo a fare delle palline di carne, con un quantitativo più o meno omogeneo e lo depositiamo sopra la nostra macchinetta per hamburger, che grazie alla sua solida struttura in alluminio, costituita da due  dischi che azionati mediante una leva manuale, fanno resistenza fra loro e sono capaci di preparare in pochissimi secondi un hamburger praticamente perfetto e pronto per essere grigliato. Meglio se, in compagnia!

    MACCHINE TRITACARNE

    Le macchine tritacarne sono strumenti utilizzati in cucina e più in generale nell'industria alimentare per tritare, cioè per ridurre in pezzi sempre più piccoli di dimensione omogenea la carne, ottenendo così un composto detto carne trita o carne macinata, che può essere successivamente rimacinato – se vogliamo ottenere un composto ancor’più fine – o direttamente sottoposto alle relative lavorazioni culinarie.

    Di solito, tutte le macchine tritacarne sono costituite da un blocco unico e solido, contenente una camera cilindrica orizzontale con due aperture: una posta sopra, utilizzata per l'alimentazione e l'altra posizionata in testa e utilizzata per la fuoriuscita del materiale. Nella camera cilindrica, vi è poi un'elica che provvede a far avanzare la carne, acquistata presso la nostra macelleria di fiducia e precedentemente tagliata in pezzettoni più o meno omogenei e a spingerla contro la piastra forata e in acciaio, che serve a chiudere il lato di uscita della camera. Nell’interno e dunque non visibile all’occhio durante l’accensione, vi è poi una lama composta da un coltello affilato e posto tra l'elica e la piastra, che provvede a girare ripetutamente, tagliando i pezzettoni di carne, fino a quanto le sue dimensioni gli permettono di passare nei fori della piastra.

    Le moderne macchine tritacarne, sono abbastanza facili da usare ma soprattutto da installare e in pochissime mosse, permettono di avere il quantitativo di carne macinata necessaria per effettuare tutte le nostre lavorazioni a base di carne, sempre fresca e genuina e senza avere il minimo minimo dubbio o sospetto che al loro interno possano esservi state inserite sostanze pericolose per la salute, soprattutto dei più piccoli o delle persone allergiche o intolleranti.

    TRITACARNE A MANO

    Scegliere di acquistare un tritacarne a mano, potrebbe apparire una scelta azzardata e forse un po’ controcorrente o al contrario, potrebbe salvarci la vita tra i fornelli poiché sono numerosi i vantaggi che otteniamo acquistando un tritacarne a mano, dal momento che grazie a questo piccolo aggeggio casalingo, possiamo macinare a mano tutta la carne acquistata presso la nostra macelleria di fiducia e procedendo così, a qualsiasi tipo di successiva preparazione culinaria a base di carne.

    Avere carne fresca macinata al momento, significa avere sempre a propria disposizione, un prodotto che è sinonimo di qualità assoluta e di genuinità ma soprattutto, un prodotto che può essere tranquillamente somministrato anche ai più piccoli.

    Utilizzare un tritacarne a mano è molto più semplice e veloce di quello che potrebbe apparire in teoria, poiché è sufficiente montare bene tutti i componenti del nostro tritacarne a mano, agganciarlo saldamente alla superficie sopra la quale intendiamo utilizzarlo, successivamente è opportuno  tagliare – mediante un coltello grande e ben affilato - a grossi pezzettoni la carne che intendiamo lavorare e infine, immetterla nell’apposito ingresso, situato nella parte alta del nostro tritacarne a mano. A questo punto, siamo pronti a muovere la leva presente nel nostro tritacarne a mano, in modo circolare e in senso orario, per ottenere della carne macinata realmente salubre e assolutamente genuina, con la quale andremo poi a sbizzarrirci dietro i fornelli, lasciando lavorare la fantasia e il nostro desiderio di sperimentare.

    MACCHINA PER FARE SALSICCIA

    Tra le macchine più diffuse e vendute per macinare o per trasformare la carne, un posto di  tutto rispetto, forse spetta proprio alla macchina per fare salsiccia poiché la salsiccia è una delle principali lavorazione a base di carne, più amate, più diffuse e più apprezzate, tanto in Italia quanto all’estero, probabilmente perché ogni regione italiana ha il suo metodo di lavorazione e il suo procedimento che ovviamente, varia in base ad area geografica, situazione climatica e tradizione culturale.

    Ovviamente, preparare in modo autonomo e casalingo delle salsicce, piuttosto che acquistarle già pronte nel banco frigo o nel banco macelleria di un qualsiasi supermercato, avrà un gusto diverso sia in termine propriamente degustativo e sia da un punto di vista organolettico, poiché solo in questo modo possiamo essere realmente sicuri che nelle nostre salsicce non è stata immessa alcuna sostanza esterna e potenzialmente dannosa per la nostra salute.

    Dopo aver acquistato, presso la nostra macelleria di fiducia, la carne che desideriamo trasformare in salsiccia, la tagliamo in grossi pezzettoni e dopo aver montato in tutti i suoi componenti la nostra macchina per fare salsicce e dopo averla saldamente ancorata alla superficie sopra la quale andremo ad utilizzarla, provvediamo ad inserire i pezzettoni di carne nell’apposita fessura – situata nella parte alta della nostra macchina per fare salsiccia – e inizieremo a muovere la leva in senso orario, che provvederà a spingere la nostra carne verso la corona filettata che infine, ci restituirà la carne macinata delle dimensioni da noi desiderate.

    In un capiente contenitore, andremo successivamente a condire, in base al proprio gusto la nostra carne macinata, aggiungendo a proprio piacimento qualsiasi tipo di ingrediente come sale, pepe nero, finocchio, pepe rosso dolce o piccante e successivamente amalgamiamo bene il tutto.

    Lasciamo ben insaporire la carne e nel frattempo, laviamo per bene i budelli che andremo ad utilizzare per insaccare la nostra salsiccia – si possono utilizzare i budelli di qualsiasi animale ma bisogna sempre tener conto del prodotto che vorremo realizzare, solitamente i più diffusi sono proprio quelli di suino – e successivamente, inseriamo nella nostra macchina per fare le salsicce, l’accessorio per insaccare e solitamente vengono predilette delle bocchette medie ma ovviamente, questo dipende dalla tipologia di salsiccia che intendiamo ottenere.

    Ora, siamo pronti ad infilare il budello nella bocchetta e lo facciamo scivolare fino alla sua fine e a quel punto, siamo pronti per fare un nodo ben saldo all’estremità e dopo aver immesso nuovamente la carne precedentemente macinata, nella nostra macchina per fare salsicce, siamo pronti al riempimento del budello, utilizzando una mano per far girare la leva mentre l’altra per sorreggere il budello in fase di riempimento. Quando il budello ha raggiunto la capienza necessaria al suo riempimento, lo facciamo scivolare facendo molta attenzione a non far cadere la carne al suo interno e procediamo ad effettuare un secondo nodo al budello, questa volta all’estremità opposta.

    Dopo aver creato le nostre salsicce, occorre effettuare dei buchi con un grosso ago su tutta la superficie della salsiccia per favorire la fuoriuscita di aria, evitando di far marcire la carne all’interno e ora le nostre salsicce, sono pronte per essere mangiate o per essere messe a stagionare.

    MACCHINA PER SALSICCIA USATA

    In questa epoca moderna, nella quale siamo tutti bombardati da messaggi, da programmi tv e da slogan che ci invitano a preparare autonomamente in casa il cibo e a sperimentare nuove ricette, ecco che sempre più persone desiderano mettersi in gioco e decidono di acquistare ad esempio, una macchina per fare le salsicce, nonostante siano già consapevoli che non la utilizzeranno quasi mai.

    Ovviamente, questo fenomeno che spinge al facile e non necessario acquisto, porta ad avere sul mercato una buona presenza di macchine per salsicce usate che spesso sono intatte e complete di tutti i suoi componenti e vengono cosi acquistate, ad un prezzo inferiore ma ragionevole, da chi magari quella macchinetta la desidera davvero perché è consapevole già del relativo utilizzo che ne farà.

    Effettivamente, tra le macchine più diffuse e più vendute per macinare o per trasformare la carne, anche se già usate, un posto d’onore spetta proprio alla macchina per salsiccia usata poiché la salsiccia è una delle principali lavorazione a base di carne, più amate, più diffuse e più apprezzate, tanto in Italia quanto all’estero, probabilmente perché ogni regione italiana ha il suo metodo di lavorazione e il suo procedimento che ovviamente, varia in base ad area geografica, situazione climatica e tradizione culturale.

    Ovviamente, preparare in modo autonomo e casalingo delle salsicce, piuttosto che acquistarle già pronte nel banco frigo o nel banco macelleria di un qualsiasi supermercato, avrà un gusto diverso sia in termine propriamente degustativo e sia da un punto di vista organolettico, poiché solo in questo modo possiamo essere realmente sicuri che nelle nostre salsicce non è stata immessa alcuna sostanza esterna e potenzialmente dannosa per la nostra salute. Inoltre, preparare autonomamente delle salsicce, prevede anche un notevole risparmio dal punto di vista economico.

    Decidere di acquistare una macchina per salsiccia usata, può rivelarsi una scelta saggia, economica e opportuna ma come per l’acquisto di ogni oggetto già usato, occorre sempre accertarsi bene prima, delle relative condizioni dell’oggetto e del fatto che esso non presenti tracce di muffe o di ruggine, all’interno così come all’esterno del blocco.

     

    TRITACARNI PROFESSIONALI

    Nella piccola e grande industria alimentare, è ormai molto diffuso l’utilizzo di macchine tritacarne professionali, sempre più tecnologicamente avanzate, con un desing accattivante e con un desiderio di ridurre anche le dimensioni e il relativo ingombro, poiché esse servono a ridurre pezzi di carne di dimensioni più o meno omogenee, in pezzi sempre più piccoli, ottenendo così della carne finemente tritata e tenendo sempre conto delle esigenze dell’utente finale.

    Sul mercato, vi sono una grandissima varietà di modelli di tritacarni professionali ma un buon apparecchio che si rispetti, a differenza dei tritacarne per uso domestico, deve garantire una buona struttura – a partire dai materiali impiegati per la sua costruzione – e successivamente deve fornire solidità e un’affidabilità che deve andare oltre il minimo garantito dagli apparecchi domestici.

    I tritacarni professionale sono infatti dotati di un blocco motore che spesso – per favorire tutte le lavorazioni - deve restare accesso per moltissime ore e per questo motivo, dev’essere concepito, strutturato e progettato, tenendo conto di questo aspetto e allo stesso tempo, dev’essere dotato anche di tramogge giganti, capaci di ospitare un gran quantitativo di carne da macinare.

    Dunque, seppur i meccanismi di operatività dei tritacarni professionali sono estremamente simili a quelli di un tritacarne elettrico domestico, il tritacarne professionale risulta comunque più ingombrante, più pesante e più costoso proprio perché deve possedere maggiore capacità e maggiore affidabilità e solitamente, i tritacarni professionali, vengono appunto acquistati da esercizi commerciali o semplici strutture che trasformano quotidianamente la carne, come ad esempio: impianti di macellazione, macellerie, laboratori, ristoranti o mense e dunque che devono andare a soddisfare un maggior utenza.

    ACCESSORI PER TRITACARNE

    La presenza sul commercio di numerosissimi tritacarne, sia per uso domestico che per uso personale, ha fatto sorgere nel corso del tempo una buona richiesta, da parte degli utenti, di ricambi e di accessori per tritacarne, dal momento che l’uso massivo di questi apparecchi, sia manuali che elettrici, potrebbe lentamente condurre ad un’usura, ad una rottura o ad un semplice smarrimento dei vari componenti, soprattutto per via del fatto che dopo ogni utilizzo, è necessario il corretto e accurato lavaggio di tutte le parti.

    Come sempre, anche nell’acquisto di ricambi e di accessori per tritacarne, consigliamo sempre di affidarsi ad aziende leader nel settore, capaci di soddisfare le nostre esigenze ma anche capaci di consigliarci durante la fase di scelta e di relativo acquisto di un determinato oggetto.

    Inoltre, nel caso dell’acquisto di ricambi e di accessori per tritacarne, ricordiamo agli utenti di accertarsi correttamente e minuziosamente sulla composizione dei materiali utilizzati per la costruzione di un determinato componente, poiché occorre sottolineare il fatto che si tratta quasi esclusivamente di componenti che si trovano a stretto contatto con i prodotti alimentari.

    PIASTRA PER CARNE ELETTRICA

    Fra i tanti metodi di cottura della carne, forse il più salutare, il più genuino e il più gustoso è proprio la grigliatura, poiché cucinare la carne alla piastra in modo corretto e salutare richiede poche, semplici ma doverose regole.

    Infatti, dopo aver scelto e selezionato presso la nostra macelleria di fiducia,  la carne giusta da cuocere, la adagia sulla piastra per carne elettrica che a sua volta, dev’essere ben calda e non deve presentare sulla sua superficie alcuna traccia di liquido, come ad esempio acqua o olio.

    La piastra per carne elettrica è ormai un elettrodomestico entrato a far parte dell’immaginario collettivo, poiché oltre ad essere un ottimo metodo di cottura che non sporca e non danneggia la struttura della carne, è allo stesso tempo un ottimo piano di portata della carne in tavola poiché continua a mantenerla in caldo ed evita la presenza di ingombranti e spesso antiestetici piatti di portata, messi ormai da tempo in disuso. Queste moderne piastre per carne elettriche, hanno infatti il vantaggio di diffondere uniformemente e rapidamente il calore permettendo alla carne di non seccare e tutto questo, ovviamente senza l’aggiunta di grassi, il che favorisce l’alimentazione con una carne più genuina e più salubre.

    La piastra per carne elettrica, richiede unicamente la presenza di una presa di corrente elettrica, che andrà a scaldare la piastra a fuoco vivo , finché non diventa molto calda e solo a quel punto è possibile disporvi sopra la carne e seguire i tempi di cottura. Alcuni modelli di piastra per carne elettrica, hanno persino un fondo ondulato che permette al grasso di colare, consentendo così una cucina priva di grassi.

    Unico accorgimento da tenere in considerazione, nel momento della scelta e dell’acquisto, di una piastra per carne elettrica è quello che essa non può essere assolutamente lavata in lavastoviglie e per la sua pulizia, è sufficiente dotarsi di carta assorbente e di una piccola composizione di acqua e sapone liquido per i piatti altamente sgrassante, che dovrà essere attentamente passata su tutta la sua intera superfice.

     

  • Kit per birra

    Densimetro per birra cos’è

    Ormai preparare la birra in casa è diventato un passatempo comune a molti, oltre che un bel divertimento, soli o in compagnia. In commercio infatti, si trovano tantissimi prodotti utili a questo scopo, ad esempio kit già pronti e completi di tutti gli strumenti utili per preparare una buonissima birra. Ovvio che prima di cominciare, è necessario documentarsi un po’ e prendere tutte le informazioni che servono. Lo scopo è quello di fare un prodotto buono da sfoggiare con gli amici, senza spendere troppo e soprattutto essere sicuri di quello che si beve.

    Quelle che vi serve è prima di tutto l’attrezzatura giusta, per cominciare, un bidone, per la fermentazione, possibilmente con un rubinetto posizionato nella parte inferiore e in plastica per alimenti. Poi un termometro possibilmente digitale adesivo, e cioè quelle strisce in cui sono indicati i numeri che si intravedono in base alla temperatura, così che possiate verificare che quella della fermentazione si mantenga tra i 18 e i 25 gradi, oppure bassa tra i 7 e i 12.

    Un gorgogliatore, si tratta di una valvola che consente all’anidride carbonica formatasi durante il processo di fermentazione di fuoriuscire, impedendo però all’aria di entrare. Una provetta per misurare la densità. Qualcosa per mescolare, un tubo per effettuare il travaso, tappi e tappatrice se volete.

    L’elemento però che di sicuro non deve mancare è il densimetro, si tratta di uno strumento che permette di misurare la densità della birra, cioè la progressione della fermentazione. Il fine è quello di tenere dunque sotto controllo la densità del mosto che abbiamo prodotto. In particolare il suo abbassamento.

    Concretamente è un galleggiante in vetro che ha nella parte alta un’asta graduata. Più il densimetro è immerso nel liquido meno esso è denso. Quello che questo strumento fa è misurare i kg di zuccheri a litro.

    Esso rappresenta l’attrezzo più economico che viene usato dagli Homebrewers, cioè gli specialisti della preparazione della birra casalinga. Semplice da usare, infatti non è necessario essere un esperto per saperlo utilizzare.

    Basta solo prendere un po’ di mosto dal contenitore predisposto per la fermentazione, facendo uscire il composto dal rubinetto di cui è provvisto il bidone. A questo punto si riempie il cilindro che usate per effettuare il test e si procede immergendo il densimetro, lasciandolo galleggiare in attesa che esso si stabilizzi. Tutto ciò per poi leggere sulla scala indicata nel densimetro il livello del liquido.

    come usare il densimetro per birra

    Il densimetro per birra è un semplice galleggiante prevalentemente in vetro che ha la funzione di misurarne la densità. Diffusissimo tra i produttori casalinghi di questa incredibile bevanda.

    Semplicissimo da usare e molto economico, può essere venduto singolarmente oppure lo potete trovare direttamente nei kit per la produzione di birra che acquistate presso i rivenditori.

    Il funzionamento del densimetro si basa sulla spinta verso l’alto che un corpo ha quando immerso in un liquido, conosciuta anche come spinta di Archimede. Lo stesso principio è applicato per il funzionamento di questo strumento, utilizzato a peso costante, cioè così come li trovate, senza modifiche.

    Il densimetro viene usato come una sorta di monitor, per rilevare i progressi di fermentazione del composto che avete prodotto in casa, e capire se la birra è pronta per essere gustata. Il suo utilizzo non possiede controindicazioni. Concretamente si immerge il densimetro nella birra, precedentemente prelevata e messa in un cilindro, riempiendone circa ¾, come campione dal bidone utilizzato per la fermentazione. Nel momento in cui si stabilizza potete leggere il valore che viene delineato sulla superficie.

    Il densimetro deve essere usato quando la temperatura del mosto è a circa 20°C, se no il rischio che i valori siano falsati, in questo caso potete usare una tabella di conversione che trovate tranquillamente su internet. Il consiglio dunque e quello di misurare prima la temperatura della birra con l’apposito termometro che trovate nel vostro kit, così da essere perfettamente sicuri che i valori rilevati siano giusti.

    Per effettuare una buona misurazione è importante che il cilindro in cui avete messo il composto sia completamente privato di anidride carbonica. Per questo motivo nel caso in cui ti ritroverai a effettuare la misurazione quando la birra è all’apice della sua fermentazione. Allora puoi scuotere più volte il cilindro aspettando che la schiuma si sia tolta e successivamente procedere con il densimetro. In caso contrario si può anche evitare. Oppure si può procedere filtrando il composto, con semplice carta assorbente nella fase precedente, cioè prima di mettere la birra dentro il cilindro per la misurazione.

    In alternativa, per risolvere il problema della schiuma potete prendere 2 barattoli e procedere versando la birra a cascata da un barattolo all’altro per diverse volte. In modo da creare le giuste condizioni per una corretta e sicura misurazione, sicuramente più attendibile.

    L’utilizzo del densimetro anche se è semplice, richiede una certa attenzione, soprattutto per chi fa la birra per la prima volta e non è un esperto.

    Esistono diversi tipi di densimetro, uno conosciuto come a peso costante, comodo da usare e immediato nell’utilizzo, mentre quello a volume costante, usato da chi vuole maggiore precisione, però è più difficoltoso da maneggiare. I più diffusi sono comunque quelli a peso costante, che poi trovate all’interno dei kit.

    Kit fermentazione birra.

    Chi decide di cimentarsi nella produzione della birra fatta in casa, può farlo benissimo, prima di tutto perché è perfettamente legale, solo per usi personali, secondo quanto previsto dall'art. 34, co. 3, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504. Seconda cosa non presenta particolari difficoltà. Infatti, non è necessario essere degli esperti, basta documentarsi un po’ e acquistare un kit per la fermentazione della birra. Esso comprende tutti gli strumenti necessari per produrre una bevanda davvero eccezionale, proprio come piace a voi. In pochi e semplici gesti.

    I KIT potete trovarli presso i rivenditori oppure più semplicemente ordinarli online, per averli subito a vostra disposizione e cominciare questa incredibile esperienza.

    Solitamente sono composti da una brochure con tutte le istruzioni per l’uso, il fermentatore con il foro per applicare il rubinetto, due coperchi a chiusura ermetica con foro per gorgogliatore, un secchio per il travaso, 1 gorgogliatore, il rubinetto, il termometro adesivo, tubo travasatore, ovviamente il pezzo fondamentale, il densimetro, 1 provetta. In dotazione anche una grande quantità di tappi, 1 paletta per birra, 1 busta di metabisolfito per sanificare gli oggetti, 1 spazzolino per il lavaggio delle bottiglie, tubo per imbottigliamento.

    Dopo aver acquistato il kit potete passare immediatamente a lavarne tutti i componenti. In quanto la pulizia e l’igiene sono molto importante per fare una buona birra. Quindi igienizzare tutti i componenti è un'operazione, potete procedere, o con acqua calda e candeggina, oppure con una soluzione di sodio carbonato perossidrato. Al termine della sanificazione, asciugate tutti gli strumenti Prima proceder e usare l'attrezzatura lavatevi bene le mani con acqua e sapone neutro.

    Il montaggio del kit di fermentazione non richiede particolari conoscenze. Dovete provvedere ad avvitare l’apposito rubinetto spingendolo verso l’interno e solo dopo la ghiera. Il rubinetto va posto dunque, sul fondo del fermentatore in corrispondenza del foro. Con la guarnizione posta all’esterno. Mentre Il gorgogliatore deve essere montato sul foro del tappo con la corrispettiva guarnizione.

    Poi si può procedere inserendo nel fermentatore l’estratto di malto e lo zucchero, seguendo la tabella che solitamente trovate in dotazione all’interno del kit, necessario per determinare la gradazione alcolica della vostra birra. L’acqua calda, e viene mescolato il tutto. Si può ora effettuare la prima misurazione per verificare la densità iniziale, con l’apposito densimetro. Solo dopo potete aggiungere il lievito e misurare la temperatura. Al termine chiudere pure il contenitore, e applicate il gorgogliatore sul tappo. Dopo circa 7 o 10 giorni potete effettuare un'altra misurazione fino a quando non risultano due misurazioni identiche a distanza di 48 ore. Finalmente è possibile procedere all’imbottigliamento. Prima di gustare le vostra birra però lasciate riposare le bottiglie più o meno per due settimane, in un ambiente con una temperatura che non superi i 20 gradi.

    Come leggere un densimetro per birra.

    Il densimetro per birra è un galleggiante in vetro che possiede l’importante compito di misurare la quantità di zuccheri che sono disciolti nel composto, cioè nella miscela che abbiamo personalmente preparato. Infatti, quello che concretamente succede è che la densità aumenta nel momento in cui gli zuccheri cominciano a sciogliersi nell’acqua.

    Utilizzare il densimetro e semplicissimo, e ancora più facile risulta essere la sua lettura. In ogni modo state tranquilli soprattutto per chi non ha mai utilizzato un densimetro, perché se comprate un kit apposito, all’interno trovate tutte le dovute istruzioni che vi aiuteranno a capire meglio come procedere passo dopo passo e come effettuare la giusta misurazione.

    La cosa a cui dovete prestare attenzione quando usate il densimetro per birra è la temperatura. Essi generalmente sono regolati per uso in un determinato liquido come appunto l’acqua, che presenta una certa temperatura. Questa viene solitamente indicata nelle istruzioni che avete a disposizione quando acquistate l’attrezzatura necessaria. Infatti per questo è sempre meglio leggere prima di qualsiasi utilizzo. In caso si può ricalibrare manualmente, basta prendere un po’ di vernice, e segnare il punto in cui il liquido segna 1000, così da non sbagliare.

    Usarlo è davvero uno scherzo, basta semplicemente immergerlo in un po’ di composto. Ricordate però di non riempite la provetta fino all’orlo, perché inserendo il densimetro la birra potrebbe fuoriuscire. Lasciatelo fino a quando non si stabilizza, dopo di che, leggete il valore che viene indicato sulla tacca corrispondente. Evitate anche di mettere poco liquido nel cilindro, in quanto in questo caso il densimetro potrebbe toccarne il fondo e avere dei problemi non effettuando bene la misurazione.

    Quindi verificate sempre che il galleggiante non tocchi. Esistono poi vari tipi di densimetri, utilizzati in svariati ambiti. Ad esempio per la misurazione della densità del vino o per la salinità degli acquari marini, e il principio più o meno è sempre lo stesso.

    Densimetro per birra economico.

    Avete deciso di fare la birra in casa così da risparmiare e avere un prodotto esclusivo? Allora potete procedere acquistando tutto il necessario. Partite dal kit per la fermentazione e assicuratevi di avere tutti gli ingredienti. Acqua, che caratterizza e rende unica la birra; zucchero; lievito; luppolo, che può essere sostituito dalle spezie se voletehttp://machetiseimangiato.com/2010/04/fare-la-birra-in-casa/. Infine il malto. Poi dipende anche molto dal tipo di birra che volete produrre, a questo proposito basta prendere le ricette direttamente su internet.

    Il densimetro è uno strumento che viene utilizzato per misurare la quantità di zuccheri nella birra e verificare l’andamento della fermentazione in atto. Si tratta di uno strumento fondamentale per coloro che vogliono produrre dell’ottima birra in casa. Una semplice barra graduata, un galleggiante, che sfruttando il principio diArchimete, riesce in modo semplice e veloce a tenere sotto controllo la densità del mosto.

    In commercio il densimetro è un articolo molto diffuso e semplice da trovare, ma soprattutto economico e praticissimo. Viene venduto singolarmente, e qualche volta anche accoppiato con apposito termometro, che serve per la misurazione della temperatura del liquido, da effettuare nel momento che precede l’immersione del densimetro nel composto.

    Sul mercato poi esistono anche densimetri più complessi. Come per esempio il rifrattometro, si tratta di uno strumento elettrico, il costo è ovviamente superiore a quelli manuali, il prezzo si aggira intorno ai 40 euro.

    Si differisce dal densimetro di cui fin ora abbiamo parlato, in quanto il rifrattometro usa un altro modo per rilevare la concentrazione zuccherina. Il suo funzionamento dipende dallo spettro della luce riflessa nel liquido. Si inserisce una goccia di mosto su di un vetrino e si osserva attraverso il rifrattometro come fosse un cannocchiale. Una linea blu ne comunica poi il valore. Sicuramente più veloce e non si spreca il mosto, ma se si vuole risparmiare il densimetro è in assoluto più economico e anche efficiente nella sua misurazione.

  • Estrattori di succo a...

    Estrattori di succo a freddo perché sono un toccasana per la nostra salute

    estrattori di succo a freddo

    Gli estrattori di frutta e verdura consentono di estrarre in modo delicato e salutare vitamine e sali minerali sia dalla frutta che dalla verdura. Un estrattore a freddo ti consente di preparare ottimi succhi di frutta e verdura in pochi minuti, ideali non solo per i bambini ma anche per coloro che vogliono mantenersi in forma e perdere peso.

    Infatti è possibile creare dei succhi brucia grassi a base di pompelmo, zenzero, carote spinaci e così via....

    Non solo ma bevendo i succhi invece di mangiare la frutta e la verdura, tuo corpo assimilerà tutte le vitamine e gli antiossidanti nel migliore dei modi.

    Ecco l'esperienza diretta di un blogger che ha deciso di purificare il suo corpo bevendo succhi estratti a freddo:

    Ebbene si, dopo aver passato un lungo periodo coccolandomi un pò troppo ho deciso di rimettermi in forma iniziando un digiuno di soli succhi di frutta freschi.
    Col tempo ho sperimentato sulla mia pelle che gli unici alimenti che veramente rivitalizzavano il mio corpo dopo scorrette abitudini alimentari e stress erano proprio frutta e verdura fresca cruda.
    Per questo motivo ho deciso di pianificare un completo detox del mio corpo, alimentandomi solo di succhi centrifugati freschi per un periodo minimo di 20 giorni! Non ho ancora prefissato una durata del digiuno , ma sono molto volenteroso e spero di arrivare ad un medio-lungo periodo. Purtroppo lavorando in un negozio di leccornie di ogni tipo arrivare anche ad una sola settimana in questi casi è un impresa ardua, ma volere è potere, quindi eccoci qua, L'idea mi è venuta guardando Il documentario di Joe Cross : Fat, Sick and nearly Dead, dove un uomo obeso decide di iniziare questo percorso percorrendo l'America in macchina armato solo del suo estrattore di succo e nient'altro.
    Il ragazzo perde 97kg e si ritrova in piena forma dopo un digiuno di 60 giorni a base di soli succhi di frutta e verdura centrifugati!

    Fonte: http://tuttocrudo.blogspot.it/2013/09/digiuno-di-soli-succhi-freschi.html

    Centrifuga o estrattore? Che differenza c'è

    Un estrattore di frutta e verdura  permette di creare succhi di frutta mentre con la centrifuga si creano i passati di verdura o le vellutate.

    Quali sono i migliori estrattori di succo a freddo

    Un buon buon estrattore di succo a freddo deve essere a spremitura lenta in modo da mantenere intatte le proprietà della frutta e della verdura..

    Tutte le parti a  contatto con la frutta devono essere di plastica in modo da evitare che sostanze come il nickel presente nei metalli contamini il succo.

    Il foro da dove escono gli scarti della frutta deve essere abbastanza ampio, in modo da permettere la fuori uscita di buccia o fibre secche. senza problemi.

    Un estrattore di succo è un investimento per la propria salute per questo non devono essere troppo economici. Tutti i materiali di cui è fatto devono essere atossici e poi poiché è un attrezzzo che per sua natura va sotto sforzo, se i materiali sono scadenti l'estrattore si romperà poche volte dopo il suo utilizzo.

    Quali sono i migliori estrattori di succo a freddo

    Noi abbiamo selezionato:

    ESTRATTORE SUCCHI BASSA VELOCITÀ 'ARTUS E01' Reber

    estrattore di succo a freddo Reber

    ESTRATTORE DI SUCCO A SPREMITURA LENTA Bimar

    estrattore di succo a freddo Bimar

    ESTRATTORE DI SUCCO A SPREMITURA LENTA   Sinotec

    estrattore di succo sinontech

    Per maggiori informazione consultate le schede dei singoli prodotti presenti in questa categoria. 

    Estrattore di succo ricette: succo di carota + mela ideale per  combattere stress e stanchezza

    Preparazione:  inserire una mela e una carota nell'estrattore ed il gioco è fatto.

    Succo di cavolo +  pompelmo ideale per contrastare l'invecchiamento

    succo di spinaci + limone ideale per chi ha carenza di ferro e problemi di circolazione

    succhi per perdere peso

    pompelmo

    pompelmo + arancia

    ananas + arancia

    limone

    limone+ arancia + carota                                                    

                                          

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Elettrodomestici da cucina

Elettrodomestici cucina on line. Perchè conviene comprarli?

Acquistare elettrodomestici da cucina online è ormai una pratica piuttosto comune e diffusa, dal momento che è sempre più spesso sinonimo di convenienza e di sicurezza, considerando il maggior risparmio economico che ne concerne data l’alta concorrenza e l’ampia scelta fra i vari march...

Elettrodomestici cucina on line. Perchè conviene comprarli?

Acquistare elettrodomestici da cucina online è ormai una pratica piuttosto comune e diffusa, dal momento che è sempre più spesso sinonimo di convenienza e di sicurezza, considerando il maggior risparmio economico che ne concerne data l’alta concorrenza e l’ampia scelta fra i vari marchi e i vari modelli e soprattutto, considerando l’altissima rotazione della merce nei vari magazzini che in questo modo proporranno sempre e comunque elettrodomestici nuovissimi e di ultima generazione.

Inoltre, acquistare elettrodomestici da cucina on line, permette di reperire facilmente l’effettivo modello ricercato poiché solo in questo modo, si dispone di un maggior numero di venditori, diffusi su tutto il territorio, che a loro volta permettono di effettuare delle reali comparazioni fra i vari modelli e fra i vari prezzi proposti ma soprattutto, è possibile leggere le recensioni lasciate dagli utenti che permettono cosi di avere un effettivo ed immediato riscontro.

Se fino a qualche tempo fa, acquistare elettrodomestici da cucina on line, era un’operazione impensabile e impossibile da compiere, tenendo conto anche delle forme e delle dimensioni di taluni elettrodomestici da cucina, oggigiorno invece è un’ottima soluzione soprattutto per chi dispone di poco tempo libero e non vuole di certo trascorrerlo fra gli scaffali di un punto vendita, magari sorbendosi lunghe spiegazioni da parte degli addetti alle vendite, pronti a snocciolare qualsiasi caratteristica tecnica di un determinato elettrodomestico da cucina e facendo qualsiasi cosa pur di vendere l’oggetto in questione.

Basta infatti un semplice clic per ricevere, dopo pochi giorni dall’acquisto, comodamente a casa propria un determinato elettrodomestico da cucina e inoltre, grazie ad una piccola sovrattassa, è possibile la consegna al piano da parte del corriere espresso o dell’addetto proposto e in alcuni casi, è previsto persino il servizio di montaggio o l’installazione, al fine di accertarsi l’immediato e corretto funzionamento dell’articolo acquistato.

Ecco perché, scegliere di acquistare elettrodomestici da cucina on line, risulta la scelta più saggia, più economica e più opportuna, soprattutto in questi tempi moderi nei quali le necessità sono molteplici e il tempo libero è sempre più ridotto.

Piccoli elettrodomestici da cucina. Quali sono i più utili?

Le nostre cucine sono sempre più affollate di elettrodomestici, di varie forme, dimensioni o usi e per questo motivo, esistono elettrodomestici indispensabili – come frigorifero, freezer, forno o lavastoviglie – che vengono combinati e incassati nelle cucine già dal momento della loro progettazione in fabbrica e poi esistono invece,  tanti altri piccoli elettrodomestici da cucina che ci semplificano determinate operazioni casalinghe e culinarie, come ad esempio: robot da cucina, impastatrici, macchine del pane, bistecchiere elettriche, frullatori e mixer e chi più ne ha, più ne metta.

Con il termine piccolo elettrodomestico da cucina, intendiamo infatti un apparecchio elettronico di piccole dimensioni – spesso anche altamente tecnologizzato o semplicemente ben meccanizzato – e con un prezzo più ridotto, rispetto agli elettrodomestici tradizionali e per questo motivo, gli scaffali dei punti vendita o le vetrine degli shop on line, pullulano di questi piccoli elettrodomestici da cucina che  sono delle vere e proprie meraviglie della tecnologia – sia dal punto di vista estetico e di desinge e sia dal punto di vista dell’effettiva funzionalità – e contemporaneamente, sono dei veri e propri alleati indispensabili in cucina, poiché sono strumenti che ci aiutano a preparare le pietanze e ci facilitano la vita tra i fornelli, visto che ci permettono di svolgere velocemente e senza alcuno sforzo, svariate operazioni.

Ovviamente, anche i piccoli elettrodomestici da cucina, prima del loro effettivo acquisto e al successivo ingresso nel loro ambiente domestico, necessitano di essere accuratamente scelti e ben vagliati, dal momento che bisogna comprendere se vi è o meno un’effettiva necessità e solo in quel caso, bisogna poi analizzare i vari modelli proposti dai vari marchi, semplicemente per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.  

Fra i piccoli elettrodomestici da cucina più utili e più venduti, un posto d’onore spetta al:

  • Bistecchiera elettrica, che permette di grigliare qualsiasi tipo di alimento e che allo stesso tempo, può essere presentata e riposta direttamente in tavola, per mantenere i  cibi caldi e per fare una bella figura con gli ospiti;
  • Tostapane, che permette di tostare qualsiasi fetta di pane o di preparare dei gustosissimi toast;
  • Bollitore, che permette di bollire velocemente l’acqua per un buon thè o per un ottimo caffè americano,
  • Macchine per il caffè, che permette di preparare un gustosissimo caffè espresso esattamente come quello del bar sotto casa,
  • Forno a microonde, che permette di cuocere cibi e pietanze o semplicemente permette di riscaldarle attraverso l’utilizzo della tecnologia delle microonde;
  • Tritatutto, che permette di tritare finemente qualsiasi tipo di alimento;
  • Centrifuga, che permette di preparare delle ottime e salutari centrifughe di frutta o di verdura;
  • Estrattore di succo, che permette di ottenere dalla frutta fresca di stagione dei gustosissimi succhi di frutta adatti a grandi e piccini;
  • Yogurtiera, che permette di preparare in casa yogurt saporiti e genuini;
  • Coltello elettrico, che permette di affettare qualsiasi tipo di alimento persino quelli dotati di fastidiosissime e insidiose ossa, cartilagini e nervature;
  • Affettatrice, che permette di affettare qualsiasi tipo di alimento a seconda delle nostre esigenze;
  • Frullatore e sbattitore, che permette di miscelare vari ingredienti per le nostre sfiziose preparazioni;
  • Impastatrice, che permette di impastare in pochi minuti varie tipologie di impasto per altrettante geniali ricette;
  • Macchina per il sottovuoto, che ci permette di conservare in modo igienico e sicuro i nostri cibi;
  • Robot da cucina, che in base a varie caratteristiche e a vari prezzi, permettono di svolgere svariate funzioni che ci facilitano la vita in cucina.

 

Quanto consumano i piccoli elettrodomestici da cucina?

Determinare l’effettivo consumo elettrico dei vari piccoli elettrodomestici da cucina non è cosi semplice come potrebbe apparire poiché la risposta a tale domanda non è da ricercarsi, tenendo conto di vari fatto, come ad esempio: la classe energetica dell'apparecchio acquistato e successivamente dalle modalità e dal tempo di utilizzo del piccolo elettrodomestico da cucina e soprattutto, dalle fasce orarie nel quale esso viene utilizzato.

Ovviamente, fare un uso consapevole e intelligente, dei propri elettrodomestici da cucina permette di ottenere un notevole risparmio sui consumi e di conseguenza sul denaro impiegato per il pagamento delle bollette e cosa più importante, permette di salvaguardare l’ambiente circostante e di conseguenza l’intero pianeta Terra.

Solitamente però, per queste tipologie di elettrodomestici, il consumo medio è di circa 0,2 kWh per ciascun apparecchio ma ricordarsi di chiudere sempre gli apparecchi, utilizzando l’apposito interruttore e evitare l’uso dello stand-by di tutti i piccoli elettrodomestici da cucina e senza lasciare mai i vari trasformatori attaccati alla presa di corrente elettrica da muro, porterebbe ad un risparmio medio annuo di circa 100 euro.

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